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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Inter in affanno, il pareggio di Firenze accende l’allarme: "La capolista si è smarrita"

Il dato più evidente è la perdita di continuità. Nelle ultime tre partite l’Inter ha raccolto pochi punti, rallentando una marcia che sembrava inarrestabile. Il vantaggio in classifica resta, ma la percezione è cambiata: il margine su Milan e Napoli non basta più a garantire tranquillità.

Inter in affanno, il pareggio di Firenze accende l’allarme: "La capolista si è smarrita"
MILAN, ITALY - OCTOBER 04: Federico Dimarco of FC Internazionale looks on during the Serie A match between FC Internazionale and US Cremonese at Giuseppe Meazza Stadium on October 04, 2025 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
Il pareggio contro la Fiorentina ha lasciato un segnale forte, forse il più evidente della stagione. L’Inter non convince più e la sensazione diffusa è quella di una squadra improvvisamente fragile, distante dalla solidità mostrata per lunghi tratti del campionato. A sottolinearlo è anche la lettura critica proposta dalla La Gazzetta dello Sport, che descrive con toni netti il momento dei nerazzurri.

Inter in affanno, il pareggio di Firenze accende l’allarme: "La capolista si è smarrita"

A Stadio Artemio Franchi la squadra guidata da Cristian Chivu non solo non ha vinto, ma ha rischiato seriamente di uscire sconfitta. Nel primo tempo i viola hanno costruito diverse occasioni, mettendo in difficoltà una capolista apparsa meno brillante e più vulnerabile del solito. Il risultato finale, un pareggio, racconta una partita in cui l’Inter ha ottenuto più di quanto abbia realmente prodotto. Un rallentamento che pesa sulla corsa al titolo Il dato più evidente è la perdita di continuità. Nelle ultime tre partite l’Inter ha raccolto pochi punti, rallentando una marcia che sembrava inarrestabile. Il vantaggio in classifica resta, ma la percezione è cambiata: il margine su Milan e Napoli non basta più a garantire tranquillità. La lotta scudetto, che appariva indirizzata, si è riaperta. E il motivo non è soltanto aritmetico, ma soprattutto mentale. Quando la squadra ha percepito la linea del traguardo, qualcosa si è incrinato. È quella sensazione che nel linguaggio sportivo viene definita "braccino", la difficoltà di mantenere lucidità proprio quando il risultato è vicino. Una squadra meno brillante del previsto Il calo sorprende anche perché l’Inter è fuori dalla UEFA Champions League da diverse settimane e non è gravata da un calendario eccessivo. Proprio per questo il momento di flessione appare difficile da spiegare. L’assenza di Lautaro Martínez ha inciso, ma non può bastare a giustificare un rendimento così altalenante. Anche altri elementi sono sembrati meno lucidi e la squadra, nel complesso, ha dato l’impressione di gestire la partita con eccessiva fiducia dopo il vantaggio iniziale firmato da Francesco Pio Esposito. Quella rete, arrivata nei primi minuti, ha probabilmente indotto l’Inter a rallentare il ritmo, convinta di poter controllare la gara senza forzare. Una scelta che ha permesso alla Fiorentina di crescere e di prendere progressivamente il controllo del gioco. Un finale che racconta il momento Nel recupero, il portiere viola David de Gea ha negato ancora a Esposito la rete del possibile successo nerazzurro. Un episodio che avrebbe cambiato il risultato ma non la sostanza: l’Inter è apparsa in difficoltà, meno intensa e meno determinata rispetto alle settimane precedenti. Il pareggio di Firenze diventa così un campanello d’allarme. La squadra resta in testa, ma il margine si è assottigliato e la pressione cresce. Le inseguitrici credono nella rimonta e l’Inter è chiamata a ritrovare brillantezza e sicurezza per evitare che il vantaggio accumulato si trasformi in un peso.
Andrea Fiorentino · Redattore