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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Inter-Atalanta, il caso che fa discutere: il rigore su Frattesi e il silenzio del Var

Se la decisione presa sul campo da Manganiello è stata oggetto di discussione, ancora più sorprendente è stata la mancata revisione al monitor. In cabina Var era presente Matteo Gariglio, assistito dall’Avar Daniele Chiffi.

Inter-Atalanta, il caso che fa discutere: il rigore su Frattesi e il silenzio del Var
LISBON, PORTUGAL - NOVEMBER 29: Davide Frattesi of FC Internazionale celebrates after scoring the goal during the UEFA Champions League match between SL Benfica and FC Internazionale at Estadio do Sport Lisboa e Benfica on November 29, 2023 in Lisbon, Portugal. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)
La sfida tra Inter Milan e Atalanta BC non si è chiusa con il triplice fischio. Il pareggio maturato a San Siro ha lasciato dietro di sé una scia di polemiche che continua ad alimentare il dibattito sul ruolo dell’arbitraggio e sull’utilizzo del Var nel campionato di Serie A.

Inter-Atalanta, il caso che fa discutere: il rigore su Frattesi e il silenzio del Var

Al centro della discussione c’è un episodio preciso: il contatto tra Giorgio Scalvini e Davide Frattesi nell’area bergamasca, una situazione che, secondo numerose analisi e anche secondo ambienti arbitrali, avrebbe dovuto portare alla concessione di un calcio di rigore. L’episodio chiave che cambia la lettura della partita Nel corso della gara diretta da Gianluca Manganiello, le proteste nerazzurre si sono concentrate soprattutto su quell’intervento in area. Frattesi entra nello spazio con decisione, Scalvini arriva in ritardo e il contatto appare evidente. In campo l’arbitro lascia proseguire, ritenendo l’azione regolare. La scelta, però, ha immediatamente acceso le proteste dell’Inter. La sensazione, condivisa da gran parte degli osservatori e dei commentatori arbitrali, è che l’azione presentasse gli elementi tipici del fallo da rigore: un intervento che impedisce all’avversario di proseguire l’azione in area. Secondo quanto filtra dagli ambienti dell’Associazione Italiana Arbitri, anche i vertici presenti allo stadio avrebbero valutato diversamente quell’episodio. A San Siro, tra gli altri, erano presenti due figure di grande esperienza come Andrea Gervasoni e Andrea De Marco. Le indicazioni raccolte a posteriori convergerebbero su una conclusione chiara: il contatto Scalvini-Frattesi avrebbe meritato la concessione del penalty. Una valutazione che alimenta inevitabilmente il malumore nerazzurro. Il precedente che riapre vecchie ferite Il malcontento dell’Inter non nasce soltanto da quanto accaduto contro l’Atalanta. A rendere la vicenda ancora più spinosa sono alcuni precedenti che, per dinamica, ricordano molto l’episodio di San Siro. Il primo risale all’ottobre 2021, quando in una partita contro la Juventus FC fu assegnato un calcio di rigore ai bianconeri per un contatto tra Denzel Dumfries e Alex Sandro. Un episodio simile per intensità e dinamica, ma con esito completamente diverso. Un altro caso analogo si è verificato nel gennaio 2024, quando il Hellas Verona FC beneficiò di un penalty per un intervento di Matteo Darmian su Giangiacomo Magnani. Anche in quella circostanza il contatto fu ritenuto sufficiente per decretare il fallo in area. Per questo, negli ambienti interisti il ragionamento è semplice e diretto: situazioni molto simili sono state giudicate da rigore in passato, mentre questa volta il metro arbitrale è apparso differente. Una discrepanza che alimenta il senso di ingiustizia percepito dal club e dai tifosi. Il ruolo del Var e la scelta che sorprende Se la decisione presa sul campo da Manganiello è stata oggetto di discussione, ancora più sorprendente è stata la mancata revisione al monitor. In cabina Var era presente Matteo Gariglio, assistito dall’Avar Daniele Chiffi. Ed è proprio qui che nasce un ulteriore interrogativo: perché non invitare l’arbitro a rivedere l’azione? Il protocollo Var consente infatti il richiamo in caso di possibile errore chiaro ed evidente. Molti osservatori ritengono che l’episodio rientrasse proprio in questa categoria, rendendo quanto meno opportuno un controllo più approfondito a bordo campo. La mancata revisione ha quindi amplificato il dibattito e trasformato il singolo episodio in una questione più ampia sulla gestione tecnologica delle partite. La polemica sulla designazione A far discutere, nelle ore successive alla gara, è stata anche la scelta degli ufficiali Var per una partita considerata delicata nella corsa al vertice del campionato. Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, la designazione di Gariglio aveva già suscitato qualche perplessità alla vigilia. Nel 2023, infatti, l’arbitro piemontese era stato dismesso dalla Commissione arbitri nazionali dopo un percorso relativamente breve in Serie A, con diciannove direzioni di gara in tre stagioni. Successivamente è stato inserito nel gruppo degli specialisti Var, una scelta che oggi torna al centro del dibattito proprio alla luce dell’episodio di Inter-Atalanta. Un pareggio che pesa nella corsa al titolo Sul piano sportivo il risultato resta immutato: il pareggio è ormai archiviato e i punti non torneranno indietro. Tuttavia la partita di San Siro rischia di lasciare un segno nella corsa allo scudetto, dove l’Inter continua a inseguire in un duello serrato con il AC Milan. Ed è proprio questo il punto che più irrita l’ambiente nerazzurro. Non tanto la singola decisione, quanto la sensazione che un episodio arbitrale possa avere inciso su una sfida che pesa nella parte decisiva della stagione. Nel calcio, però, il tempo delle polemiche è sempre più breve di quello del calendario. Le discussioni proseguiranno, le interpretazioni si moltiplicheranno, ma il campionato continuerà a correre.
Andrea Fiorentino · Redattore