Inchiesta sugli arbitri, il caso passa alla giustizia sportiva: cosa cambia dopo la richiesta di archiviazione
Come spiega SportMediaset, gli atti raccolti durante le indagini saranno ora esaminati da diverse autorità competenti, chiamate a valutare eventuali profili di rilevanza sportiva e disciplinare.
La richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Milano chiude il capitolo penale sull'inchiesta relativa alle designazioni arbitrali, ma non mette la parola fine alla vicenda.
Inchiesta sugli arbitri, il caso passa alla giustizia sportiva: cosa cambia dopo la richiesta di archiviazione
Come spiega SportMediaset, gli atti raccolti durante le indagini saranno ora esaminati da diverse autorità competenti, chiamate a valutare eventuali profili di rilevanza sportiva e disciplinare.
Dopo che i magistrati milanesi hanno escluso gli estremi della frode sportiva e l'ipotesi di una combine nelle designazioni arbitrali, una parte dell'inchiesta verrà trasferita alla Procura di Monza. Si tratta del filone riguardante le cosiddette "bussate" al vetro della sala VAR di Lissone, vicenda che coinvolge gli arbitri Luigi Nasca e Massimiliano Di Vuolo, sui cui accertamenti proseguiranno le verifiche per competenza territoriale.
A Milano, invece, resterà aperto il procedimento che riguarda Daniele Paterna, collaboratore coinvolto nell'inchiesta e indagato per l'ipotesi di false dichiarazioni rese ai magistrati in relazione all'espressione "era rigore", pronunciata durante un controllo al VAR e successivamente finita al centro degli approfondimenti investigativi. Anche questo filone proseguirà separatamente rispetto all'indagine principale sulle designazioni arbitrali.
Secondo quanto riferito da SportMediaset, il passaggio più significativo riguarda però la giustizia sportiva. L'intero fascicolo sarà infatti trasmesso al Procuratore Federale della FIGC, Giuseppe Chiné, che dovrà valutare se i comportamenti emersi durante l'inchiesta possano integrare eventuali violazioni del Codice di Giustizia Sportiva, indipendentemente dall'assenza di responsabilità penali.
Si tratta di due percorsi distinti, regolati da norme differenti. La decisione della Procura di Milano di chiedere l'archiviazione esclude, sul piano penale, l'esistenza di elementi sufficienti a sostenere l'accusa di frode sportiva, ma non impedisce agli organi della giustizia federale di effettuare una propria valutazione disciplinare sulla base del materiale investigativo trasmesso dagli inquirenti.
L'attenzione si sposta quindi sulla Procura Federale della FIGC, che dovrà esaminare la documentazione raccolta e stabilire se vi siano i presupposti per aprire procedimenti nell'ambito dell'ordinamento sportivo. L'inchiesta penale si avvia così verso la conclusione, mentre sul fronte federale si apre una nuova fase destinata a chiarire se i fatti emersi possano avere conseguenze sotto il profilo disciplinare.
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