Inchiesta su Rocchi, il Corriere della Sera: telefonate citate ma non intercettate, il captatore sul cellulare non avrebbe funzionato
Emergono nuovi dettagli sull'inchiesta della Procura di Milano relativa ai contatti tra il designatore arbitrale Gianluca Rocchi e alcuni dirigenti del calcio italiano.
Emergono nuovi dettagli sull'inchiesta della Procura di Milano relativa ai contatti tra il designatore arbitrale Gianluca Rocchi e alcuni dirigenti del calcio italiano.
Inchiesta su Rocchi, il Corriere della Sera: telefonate citate ma non intercettate, il captatore sul cellulare non avrebbe funzionato
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, alcune conversazioni menzionate dallo stesso Rocchi nel corso delle intercettazioni non risultano agli atti sotto forma di telefonate registrate, perché il tentativo di installare un captatore informatico sul suo telefono non sarebbe andato a buon fine.
Il quotidiano ricostruisce una conversazione tra Rocchi e Gianluca Pinzani, dirigente della CAN incaricato dei rapporti con i club. Nel dialogo, Pinzani riferisce: "Schenone mi ha detto: 'Guarda, so che Marotta ne stava parlando con Viglione'". Rocchi replica: "Sì, mi hanno chiamato, mi hanno rotto i coglioni", per poi spostare il discorso sul format Open VAR trasmesso da DAZN. Il Corriere della Sera riporta la conversazione così come emerge dagli atti dell'indagine.
Un ulteriore episodio richiamato dal quotidiano risale al 5 aprile. In quella circostanza, sempre secondo gli atti citati dal Corriere della Sera, Rocchi avrebbe riferito a Pinzani: "Ho sentito stasera Viglione per altre cose che ti dirò più avanti. Mi ha detto: 'Gianluca, complimenti, l'arbitro ha arbitrato benissimo'".
L'aspetto evidenziato dal Corriere della Sera riguarda proprio l'assenza di queste telefonate nel materiale intercettato. Il quotidiano spiega che, se i contatti sono effettivamente avvenuti, potrebbero essere stati effettuati attraverso utenze diverse da quelle monitorate oppure mediante chiamate effettuate con applicazioni come WhatsApp. In quest'ultimo caso, le normali intercettazioni telefoniche non sarebbero sufficienti: sarebbe infatti necessario un captatore informatico, uno strumento in grado di acquisire le comunicazioni direttamente dal dispositivo.
Secondo la ricostruzione del Corriere della Sera, nel caso di Rocchi la Guardia di Finanza avrebbe tentato di installare questo tipo di software sul telefono del designatore arbitrale, ma l'operazione non sarebbe riuscita. Proprio questo elemento, sempre secondo il quotidiano, spiegherebbe l'assenza delle eventuali chiamate effettuate tramite applicazioni di messaggistica dagli atti di intercettazione.
Al momento non risultano accertamenti giudiziari che stabiliscano con certezza le modalità con cui tali contatti sarebbero avvenuti. Le informazioni riportate rappresentano la ricostruzione pubblicata dal Corriere della Sera sulla base degli atti dell'inchiesta della Procura di Milano.
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