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sabato 1 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Inchiesta arbitri, si apre la fase 2: nel mirino i rapporti tra Lega e designatori

Dopo una prima serie di audizioni, l’attenzione degli inquirenti si sposta ora sui vertici organizzativi e sui soggetti che operano tra programmazione delle competizioni e gestione dei direttori di gara.

Inchiesta arbitri, si apre la fase 2: nel mirino i rapporti tra Lega e designatori
L’indagine della Procura di Milano sull’assetto arbitrale del calcio italiano entra in una nuova fase.

Inchiesta arbitri, si apre la fase 2: nel mirino i rapporti tra Lega e designatori

Dopo una prima serie di audizioni, l’attenzione degli inquirenti si sposta ora sui vertici organizzativi e sui soggetti che operano tra programmazione delle competizioni e gestione dei direttori di gara. Il ruolo di Butti al centro dell’attenzione Tra le figure chiamate a chiarire la propria posizione c’è Andrea Butti, responsabile dell’Ufficio Competizioni della Lega Serie A. La sua convocazione da parte del pubblico ministero Maurizio Ascione segna un passaggio significativo nell’evoluzione dell’inchiesta. Butti sarà ascoltato nei prossimi giorni per ricostruire il perimetro delle sue attività operative, in particolare nei rapporti con il mondo arbitrale e con la gestione logistica delle competizioni. L’asse tra competizioni e arbitraggio Il punto centrale dell’approfondimento riguarda il coordinamento tra organizzazione dei tornei e designazioni arbitrali. In questo contesto, il ruolo dell’Ufficio Competizioni si intreccia con quello del designatore arbitrale, creando un sistema di contatti frequenti su aspetti tecnici e organizzativi. Tra le attività finite sotto la lente ci sono anche le procedure legate a eventi internazionali e alle competizioni disputate all’estero, oltre alla gestione delle strutture tecnologiche come il centro VAR di Lissone VAR Center. Un’inchiesta che amplia il perimetro L’indagine, inizialmente concentrata sulle dinamiche arbitrali, si sta progressivamente estendendo a figure collaterali ma strutturali del sistema. L’obiettivo è chiarire eventuali contatti, flussi informativi e modalità di interazione tra i diversi livelli organizzativi. Secondo quanto emerso, non risultano al momento coinvolgimenti diretti di altri vertici della Lega, ma la fase istruttoria è ancora in evoluzione. Il sistema arbitrale sotto osservazione Parallelamente, prosegue l’analisi sulle relazioni tra designatori e addetti ai lavori. In questo ambito rientrano anche i cosiddetti club referee manager, figure che fungono da collegamento tra società e sistema arbitrale. Tra questi, emerge il nome di Giorgio Schenone, legato all’Inter, indicato come interlocutore in alcune ricostruzioni investigative relative a designazioni e contatti informali. Una fase delicata per la governance del calcio Con l’avvio della cosiddetta “fase 2”, l’inchiesta si concentra sempre più sull’architettura complessiva della gestione arbitrale e sulle sue interazioni con la struttura organizzativa del campionato. Si tratta di un passaggio delicato, che punta a chiarire il funzionamento interno di un sistema complesso, dove competenze tecniche e responsabilità amministrative si intrecciano quotidianamente. L’evoluzione delle prossime settimane sarà determinante per definire i contorni complessivi dell’indagine e il suo impatto sugli equilibri del calcio italiano.
Andrea Fiorentino · Redattore