La linea dell’inchiesta si allunga e si fa sempre più sottile, entrando nei dettagli operativi della sala VAR. Tra testimonianze, ricostruzioni e retroscena, emerge ora un episodio destinato a far discutere: quello legato a Inter-Roma del 27 aprile 2025.
Inchiesta arbitri, il caso Inter-Roma accende nuovi dubbi: la frase choc dalla sala VAR
A portare nuovi elementi è una delle 29 audizioni raccolte dagli investigatori della Procura di Milano. Un racconto che introduce un dettaglio finora rimasto nell’ombra e che chiama in causa direttamente Andrea Gervasoni, supervisore arbitrale in quella partita.
Secondo quanto riferito, durante il controllo VAR per un contatto tra Ndicka e Bisseck in area, si sarebbe verificato uno scambio tutt’altro che ordinario tra gli ufficiali in cabina.
"Fatti i fatti tuoi", sarebbe stata la risposta del VAR al proprio assistente, che stava segnalando un possibile fallo da rigore. Una frase che, sempre secondo il testimone, sarebbe arrivata su indicazione proprio del supervisore.
Un dettaglio che, se confermato, cambierebbe il peso specifico dell’episodio, trasformandolo da errore tecnico a possibile interferenza.
Il precedente richiamato nell’esposto
Il caso non nasce isolato. A richiamare l’attenzione su quella partita era stato anche l’ex assistente arbitrale Domenico Rocca, che nel suo esposto aveva messo a confronto due situazioni diverse.
Da una parte Udinese-Parma, dove Gianluca Rocchi sarebbe intervenuto attivamente per richiamare l’attenzione della sala VAR. Dall’altra proprio Inter-Roma, dove – secondo la ricostruzione – non ci sarebbe stato alcun intervento, nonostante un episodio ritenuto grave.
"Perché in un caso sì e nell’altro no?", è il senso della domanda sollevata nell’esposto, che aggiunge un ulteriore livello di complessità all’indagine.
Il rigore mai assegnato e le conseguenze sportive
L’episodio riguarda un contatto tra Evan Ndicka e Yann Bisseck, giudicato da alcuni come meritevole di calcio di rigore a favore dell’Inter. Una valutazione che, secondo quanto riportato, sarebbe stata successivamente riconosciuta come errore anche in sede tecnica interna.
Un errore che, nel racconto del testimone, assume un peso ancora maggiore se collegato alle conseguenze sportive: quella partita, infatti, potrebbe aver inciso sulla corsa al titolo.
I protagonisti in campo e in sala VAR
A dirigere la gara era Michael Fabbri, con Marco Di Bello al VAR e Marco Piccinini nel ruolo di AVAR.
L’audio della sala VAR, elemento potenzialmente decisivo per chiarire la dinamica, non è stato reso pubblico. Ed è proprio questa assenza a lasciare spazio a interpretazioni e interrogativi.
Il “sistema” sotto accusa
Nel quadro più ampio dell’inchiesta, alcune testimonianze parlano di un presunto “sistema”, attribuito alla gestione di Rocchi, caratterizzato da rapporti frequenti – e informali – con ambienti esterni al mondo arbitrale.
Una ricostruzione tutta da verificare, ma che, se trovasse riscontri concreti, ridefinirebbe profondamente gli equilibri e le responsabilità.
Un’indagine che entra nel vivo
Il caso Inter-Roma rappresenta uno snodo delicato: non solo per il contenuto della testimonianza, ma per ciò che implica. Se venisse dimostrato che le decisioni VAR sono state condizionate da indicazioni esterne, l’impatto sull’intero sistema arbitrale sarebbe inevitabile.
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