Inchiesta arbitri, Gervasoni davanti ai pm: "Risponderò" e il caso si allarga
Secondo l’ipotesi investigativa, Gervasoni avrebbe esercitato pressioni sull’addetto VAR Luigi Nasca per orientare la decisione dell’arbitro Antonio Giua verso la revoca di un calcio di rigore inizialmente assegnato.
Ingresso sobrio, poche parole e una linea chiara: collaborare. Andrea Gervasoni si presenta nella caserma della Guardia di Finanza “Silvio Novembre” di Milano accompagnato dal suo legale, Michele Ducci, per essere ascoltato dai magistrati nell’ambito dell’indagine sugli arbitri coordinata dalla Procura milanese.
Inchiesta arbitri, Gervasoni davanti ai pm: "Risponderò" e il caso si allarga
""Rispetto il lavoro della magistratura, risponderò al pm"", è la dichiarazione con cui il supervisore VAR sceglie di posizionarsi fin dall’inizio dell’interrogatorio, tracciando una linea di disponibilità senza entrare nel merito dei fatti.
Il focus dell’indagine: Salernitana-Modena
Il cuore dell’audizione riguarda un episodio preciso: la gara di Serie B tra US Salernitana e Modena FC dell’8 marzo 2025. Secondo l’ipotesi investigativa, Gervasoni avrebbe esercitato pressioni sull’addetto VAR Luigi Nasca per orientare la decisione dell’arbitro Antonio Giua verso la revoca di un calcio di rigore inizialmente assegnato.
""Siamo qui per un episodio specifico"", precisa l’avvocato Ducci, delimitando il perimetro dell’interrogatorio. Una puntualizzazione che, però, non esaurisce il quadro.
Le altre partite sotto osservazione
L’indagine, infatti, potrebbe allargarsi. Tra gli episodi che attirano l’attenzione degli inquirenti compare anche il contatto tra Ndicka e Bisseck nella sfida tra Inter e AS Roma, giocata nel mese successivo. Un caso che, pur non essendo al centro formale dell’interrogatorio, contribuisce a delineare un contesto più ampio sulla gestione delle dinamiche VAR.
La posizione di Rocchi
Diversa la scelta di Gianluca Rocchi, ex designatore arbitrale, che ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere, rinunciando anche a presentarsi davanti ai magistrati. Una linea difensiva opposta, che segna una distinzione netta nel modo di affrontare l’inchiesta.
Un passaggio delicato per il sistema arbitrale
""Rispondere è un atto di responsabilità"", è la lettura che accompagna la giornata milanese, mentre l’indagine entra in una fase operativa. Il confronto con i pm rappresenta un passaggio chiave per chiarire il funzionamento interno delle sale VAR e il ruolo effettivo dei supervisori.
Il procedimento resta aperto, ma un elemento è già evidente: l’attenzione non si limita al singolo episodio, bensì alla struttura decisionale che governa uno degli strumenti più delicati del calcio contemporaneo.
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