Inchiesta arbitri, ascoltato il dirigente dell’Inter Giorgio Schenone: nuovi interrogatori in Procura a Milano
L’indagine della Procura di Milano continua ad avere un forte impatto mediatico e istituzionale sul mondo del calcio italiano. Le accuse ipotizzate sono pesanti e riguardano uno degli aspetti più sensibili dell’intero sistema sportivo: la regolarità delle designazioni arbitrali.
L’inchiesta sul presunto sistema di condizionamento delle designazioni arbitrali entra in una fase sempre più delicata. Nella giornata di oggi la Procura di Milano ascolta come testimone Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter, nell’ambito dell’indagine coordinata dal pubblico ministero Maurizio Ascione.
Inchiesta arbitri, ascoltato il dirigente dell’Inter Giorgio Schenone: nuovi interrogatori in Procura a Milano
Schenone non risulta indagato, ma il suo nome compare negli approfondimenti investigativi legati a un presunto incontro avvenuto a San Siro il 2 aprile 2025, durante la semifinale d’andata di Coppa Italia tra Milan e Inter. Secondo l’ipotesi investigativa, proprio in quell’occasione si sarebbe discusso di alcune designazioni arbitrali considerate strategiche per il prosieguo della stagione.
Al centro dell’inchiesta resta Gianluca Rocchi, ex designatore arbitrale, attualmente indagato con l’accusa di concorso in frode sportiva insieme ad altre persone. Gli investigatori della Guardia di Finanza stanno cercando di ricostruire rapporti, contatti e dinamiche che avrebbero portato a presunte interferenze nella scelta degli arbitri per alcune partite chiave del campionato e della Coppa Italia.
Il presunto incontro a San Siro e le designazioni contestate
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, durante la serata della semifinale Milan-Inter si sarebbe parlato della gestione delle successive designazioni arbitrali riguardanti i nerazzurri.
In particolare, a Rocchi viene contestato di aver favorito una strategia mirata legata alla posizione dell’arbitro Daniele Doveri. L’ipotesi della Procura è che la sua designazione per la semifinale di ritorno di Coppa Italia avrebbe avuto lo scopo di impedirne la presenza in eventuali gare successive considerate più delicate per l’Inter, comprese possibili finali o partite decisive di campionato.
Sempre secondo gli investigatori, nello stesso contesto sarebbe maturata anche la scelta di Andrea Colombo per la direzione di Bologna-Inter del 20 aprile 2025.
Gli accertamenti puntano ora a comprendere chi fosse realmente presente a quell’incontro e quale ruolo abbiano avuto eventuali interlocutori esterni al mondo arbitrale.
Le intercettazioni e il riferimento a “Giorgio”
Uno degli elementi su cui si concentra l’attenzione degli inquirenti riguarda alcune intercettazioni già acquisite agli atti dell’indagine. In una conversazione tra Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni — supervisore VAR autosospeso e anch’egli indagato — emergerebbe un riferimento a un certo “Giorgio” collegato al presunto incontro di San Siro.
Da qui la decisione della Procura di approfondire la posizione di Schenone attraverso un’audizione come persona informata sui fatti.
Gli investigatori stanno cercando di verificare la reale natura dei rapporti tra i protagonisti coinvolti e soprattutto se vi siano stati contatti impropri relativi alla gestione delle designazioni arbitrali.
Oggi attesi anche Tommasi e Zappi
La giornata di interrogatori non riguarda soltanto Schenone. In Procura sono infatti previste anche le audizioni di Dino Tommasi e Antonio Zappi, entrambi convocati come testimoni non indagati.
Tommasi è stato recentemente nominato nuovo designatore arbitrale dopo l’autosospensione di Rocchi avvenuta il 25 aprile scorso. La sua testimonianza potrebbe essere utile per chiarire il funzionamento interno del sistema di designazione e gli eventuali cambiamenti introdotti nelle ultime settimane.
Zappi, ex presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, arriva invece in Procura in una fase personale particolarmente delicata, segnata dalla recente squalifica di tredici mesi.
Un’inchiesta che scuote il calcio italiano
L’indagine della Procura di Milano continua ad avere un forte impatto mediatico e istituzionale sul mondo del calcio italiano. Le accuse ipotizzate sono pesanti e riguardano uno degli aspetti più sensibili dell’intero sistema sportivo: la regolarità delle designazioni arbitrali.
Al momento gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sugli sviluppi futuri, ma il lavoro della Guardia di Finanza prosegue attraverso intercettazioni, acquisizioni documentali e testimonianze.
L’obiettivo della Procura è capire se si sia trattato di episodi isolati oppure dell’esistenza di un meccanismo consolidato capace di influenzare indirettamente l’andamento delle competizioni sportive.