A mezzanotte del giorno dell'elezione come presidente della Federcalcio, Giovanni Malagò era al telefono per ricevere complimenti e pianificare le prossime mosse. All'alba ieri è volato a Losanna per partecipare, come membro Cio, alla sessione straordinaria di due giorni del comitato olimpico internazionale, Fit for the future. Da remoto però prosegue il casting per i ruoli di ct e direttore tecnico della Nazionale.
Il numero della Figc punta sul titolo vinto agli Europei, la Lega considera insanabile la frattura del 2023
Scrive oggi repubblica: "Nella corsa alla panchina, Roberto Mancini resta il favorito. Non solo per il rapporto personale che lo lega a Malagò. Chi sostiene la sua candidatura, incluso il neopresidente, ricorda la sua lunga serie di imbattibilità, 37 partite senza sconfitte, l'Europeo portato a casa, unico trofeo azzurro degli ultimi vent'anni, e il lavoro prezioso fatto con i giovani. Chi la ostacola, invece, considera insanabile la frattura consumata nel 2023 quando l'ex ct, ottenuta la riconferma nonostante la mancata qualificazione al Mondiale in Qatar, abbandonò la nave a Ferragosto per accettare la proposta dell'Arabia Saudita. È il primo bivio dell'ex n. 1 del Coni. Ma il potere di nomina del ct spetta da statuto al presidente, senza diritti di veto.
Tre mesi fa, quando il gruppo di big capeggiato da Beppe Marotta ha avviato l'operazione elezioni, c'erano tre nomi sul tavolo come ct: Mancini, Conte, Allegri. Max è stato il primo a trovare squadra, anche se è stato sondato da intermediari pure di recente, quando il suo approdo al Napoli era ormai fatto ma non ufficiale. Su Conte pesa il nodo dell'ingaggio. Nel 2014 per portarlo in azzurro fu necessario l'intervento straordinario dello sponsor. Nel 2023 per il dopo Mancini era sul mercato ma suggerì a Gravina di chiamare prima Spalletti. Negli ultimi mesi ha mandato segnali («Fossi il presidente mi prenderei in considerazione»), ma lui e il suo staff hanno un costo, quello necessario a ingaggiare il tecnico più vincente degli ultimi anni in Italia (due scudetti e due secondi posti negli ultimi quattro campionati giocati in A) che chiede uno stipendio adeguato al suo lignaggio. Per il ct la Figc ha un budget da due milioni, che può essere ingrassato da bonus legati alle qualificazioni (il prossimo obiettivo è l'Europeo 2028) e sfiorare i 4. Soprattutto, Malagò vuole scegliere l'uomo che riporti gli azzurri ai Mondiali, un tempo consuetudine, ora obiettivo principale. Su queste basi poggia l'accordo con Mancini, oltre che sulla sua voglia di ricucire l'antico strappo. Una trattativa con Conte non è ancora decollata e parte in salita, ma l'ex allenatore del Napoli è in attesa.
Sul fronte dt, le ristrettezze di budget per ora congelano l'ingaggio di Paolo Maldini. I calciatori chiedono un ds vero, un uomo di campo. Malagò ha parlato anche con Del Piero e Buffon, la Lega Pro propone il vicepresidente Zola, un nome che trova sempre più consensi è quello dell'ex Roma e Milan Massara. Ma prima nell'agenda di Malagò c'è un altro nodo: l'incontro tra domani e venerdì con il ministro Abodi.
Usiamo cookie tecnici e, previo consenso, cookie di profilazione per misurare il
traffico e mostrare annunci pertinenti. Puoi cambiare idea quando vuoi dalla
Cookie Policy.