IFAB, Rivoluzione nel calcio: nuove regole VAR, stop alle perdite di tempo e stretta sulle simulazioni verso il Mondiale 2026
Le novità entreranno in vigore dal 1° giugno 2026 e rappresentano un intervento mirato contro due problemi che da anni infastidiscono tifosi, allenatori e addetti ai lavori: le perdite di tempo sistematiche e le simulazioni.
Il calcio internazionale si prepara a cambiare volto. In vista della Coppa del Mondo 2026, l’organo che stabilisce le regole del gioco, l’IFAB, ha approvato una serie di modifiche destinate a incidere in modo concreto sul ritmo delle partite, sulla gestione del VAR e sul comportamento dei giocatori in campo.
IFAB, Rivoluzione nel calcio: nuove regole VAR, stop alle perdite di tempo e stretta sulle simulazioni verso il Mondiale 2026
Le novità entreranno in vigore dal 1° giugno 2026 e rappresentano un intervento mirato contro due problemi che da anni infastidiscono tifosi, allenatori e addetti ai lavori: le perdite di tempo sistematiche e le simulazioni.
L’obiettivo non è cambiare l’essenza del gioco, ma renderlo più fluido, più credibile e più trasparente, soprattutto nelle competizioni di alto livello come il prossimo FIFA World Cup 2026.
Otto secondi per riprendere il gioco: basta attese infinite
Una delle novità più significative riguarda i tempi di ripresa del gioco.
Il principio è semplice: meno pause inutili, più continuità.
Finora il limite degli otto secondi riguardava principalmente il portiere in possesso del pallone. Con il nuovo regolamento, lo stesso criterio viene esteso anche alle rimesse dal fondo e alle rimesse laterali.
L’arbitro avrà il compito di segnalare visivamente il conto alla rovescia dopo i primi tre secondi, lasciando cinque secondi finali per effettuare la giocata. Se il tempo viene superato, scatterà automaticamente la sanzione.
Nel caso della rimessa dal fondo, la squadra avversaria otterrà un calcio d’angolo.
Per le rimesse laterali, invece, il possesso verrà assegnato agli avversari.
"Il gioco deve riprendere, non fermarsi per convenienza", è il principio che ha guidato la revisione della norma, spiegano fonti regolamentari.
L’intenzione è chiara: togliere spazio alle strategie ostruzionistiche senza introdurre regole complicate.
Infortuni e simulazioni: chi si ferma resta fuori
Un altro punto centrale della riforma riguarda gli interventi medici in campo, spesso utilizzati per rallentare il ritmo della partita o spezzare il momento favorevole degli avversari.
La nuova disposizione stabilisce che, se un giocatore richiede assistenza per più di otto secondi, dovrà restare fuori dal terreno di gioco per almeno sessanta secondi prima di poter rientrare.
Esiste però una deroga importante:
se l’intervento è conseguenza di un fallo che comporta ammonizione o espulsione, il calciatore potrà rientrare immediatamente.
La regola nasce per limitare comportamenti ritenuti poco sportivi, ma anche per responsabilizzare chi simula o esagera il contatto.
"Se sei davvero infortunato ti curi, se non lo sei non blocchi la partita", è la filosofia che sta dietro alla modifica, già sperimentata in alcune competizioni internazionali con risultati considerati positivi.
Sostituzioni più rapide: dieci secondi per uscire dal campo
Nel calcio moderno anche i cambi sono diventati uno strumento per perdere tempo, soprattutto nei minuti finali.
Per questo motivo il nuovo regolamento introduce un limite preciso.
Dal momento in cui il numero del giocatore appare sul tabellone luminoso, la sostituzione dovrà essere completata entro dieci secondi.
Se il calciatore non lascia il campo entro il tempo previsto, la squadra resterà temporaneamente in inferiorità numerica fino alla successiva interruzione.
La norma punta a evitare scene ormai abituali: uscite lentissime, giri larghi verso la panchina, proteste studiate per far scorrere il cronometro.
"Il cambio non può diventare una pausa tattica", spiegano dall’ambiente arbitrale.
VAR più ampio: controlli anche su angoli e secondi gialli
Le modifiche riguardano anche il protocollo del VAR, sempre più centrale nelle decisioni arbitrali.
La novità più rilevante è la possibilità di intervenire in situazioni finora escluse dal controllo video.
Tra queste, i calci d’angolo assegnati per errore che portano direttamente a un gol e le ammonizioni che determinano una seconda ammonizione e quindi un’espulsione.
Il VAR potrà segnalare l’errore all’arbitro, che avrà la facoltà di rivedere l’azione e correggere la decisione.
Non sarà invece possibile intervenire sulle prime ammonizioni, per evitare un uso eccessivo della tecnologia e continui stop al gioco.
La modifica arriva dopo diverse polemiche internazionali legate a decisioni considerate decisive, e punta a ridurre gli errori che influenzano direttamente il risultato.
"Se un episodio porta a un gol o a un’espulsione, deve essere corretto", è l’indicazione che ha guidato l’aggiornamento del protocollo.
Un calcio più veloce, più credibile e più moderno
Le nuove regole non cambiano il regolamento nella sua struttura, ma intervengono su comportamenti che negli ultimi anni hanno rallentato il gioco e alimentato polemiche.
Meno perdite di tempo, meno simulazioni, più responsabilità per arbitri e giocatori: questa è la direzione scelta per arrivare al Mondiale 2026 con un calcio più lineare e più leggibile anche per il pubblico.
Non una rivoluzione spettacolare, ma una serie di correzioni mirate che potrebbero incidere molto più di quanto sembri.
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