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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Francia, rivoluzione nel calcio: la nuova legge cambia stipendi, diritti TV e governance dei club

Come ricostruisce L'Équipe, la riforma nasce dalla grave crisi economica provocata dal crollo del mercato dei diritti televisivi e punta a intervenire su governance, sostenibilità finanziaria, conflitti d'interesse e contrasto alla pirateria.

Francia, rivoluzione nel calcio: la nuova legge cambia stipendi, diritti TV e governance dei club
Il calcio francese si prepara a una profonda trasformazione normativa. L'Assemblea nazionale ha avviato l'esame della proposta di legge dedicata all'organizzazione, alla gestione e al finanziamento dello sport professionistico, un testo già approvato dal Senato nel giugno 2025 e destinato a ridisegnare il futuro della Ligue 1.

Francia, rivoluzione nel calcio: la nuova legge cambia stipendi, diritti TV e governance dei club

Come ricostruisce L'Équipe, la riforma nasce dalla grave crisi economica provocata dal crollo del mercato dei diritti televisivi e punta a intervenire su governance, sostenibilità finanziaria, conflitti d'interesse e contrasto alla pirateria. L'origine del progetto è strettamente legata al fallimento dell'accordo con Mediapro nel 2020, che ha aperto una lunga fase di difficoltà economiche per il calcio francese. La successiva uscita di DAZN e la nascita del canale proprietario Ligue 1+ non hanno consentito di recuperare i ricavi perduti, spingendo i legislatori a elaborare una riforma strutturale dell'intero sistema. Secondo L'Équipe, l'iniziativa è stata sviluppata dai senatori Laurent Lafon e Michel Savin dopo un'indagine sulle criticità economiche e gestionali del calcio professionistico. Uno dei capitoli più delicati riguarda la governance. La proposta prevede la sostituzione dell'attuale Lega con una società composta dai club azionisti e introduce nuove norme per limitare i conflitti d'interesse tra dirigenti calcistici e operatori del settore audiovisivo. Il dibattito si è inevitabilmente concentrato sulla posizione di Nasser al-Khelaïfi, presidente del Paris Saint-Germain e di beIN Media Group. Come evidenzia L'Équipe, Michel Savin ritiene che il dirigente del PSG eserciti un'influenza significativa sulle decisioni della Ligue 1, tema che da tempo alimenta il confronto nel calcio francese. Sullo sfondo resta inoltre l'indagine della procura finanziaria relativa all'ingresso del fondo CVC nella società commerciale della Lega. La riforma introduce anche misure destinate a incidere direttamente sulla gestione dei club. Tra le principali novità figurano un limite al monte ingaggi, che non potrà superare il 65% del budget societario, una distribuzione più equilibrata dei diritti televisivi e l'obbligo di trasmettere una partita di ogni giornata in chiaro. Il testo affronta inoltre questioni legate alle multiproprietà, all'attività dei procuratori e alle scommesse sportive. Ampio spazio viene dedicato anche alla lotta contro la pirateria audiovisiva, considerata una delle principali cause della riduzione dei ricavi del calcio francese. Come riferisce L'Équipe, la ministra dello Sport Marina Ferrari sostiene misure più severe contro la diffusione illegale delle partite, comprese limitazioni alla promozione di contenuti pirata da parte degli influencer. La proposta riserva infine particolare attenzione allo sport femminile, individuato tra i settori maggiormente penalizzati dalla crisi economica degli ultimi anni. Dopo il passaggio all'Assemblea nazionale, il testo sarà esaminato dalla commissione mista paritetica. Secondo quanto riportato da L'Équipe, l'approvazione definitiva della riforma è prevista entro il 21 luglio, segnando un possibile punto di svolta per l'organizzazione del calcio professionistico francese.
Andrea Fiorentino · Redattore