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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Fiorentina, Pioli per ora resta ma la fiducia non è infinita: spuntano i primi nomi per la panchina

Con appena tre punti in sei giornate, la squadra è precipitata in piena zona retrocessione, e le prossime settimane potrebbero diventare decisive per il futuro dell’allenatore.

Fiorentina, Pioli per ora resta ma la fiducia non è infinita: spuntano i primi nomi per la panchina
Tre partite decisive dopo la sosta: Milan, Inter e Bologna possono cambiare il destino del tecnico

Fiorentina, Pioli per ora resta ma la fiducia non è infinita: spuntano i primi nomi per la panchina

Alla Fiorentina la linea ufficiale resta chiara: “Pioli non si tocca”. Ma la realtà dei fatti racconta altro. Con appena tre punti in sei giornate, la squadra è precipitata in piena zona retrocessione, e le prossime settimane potrebbero diventare decisive per il futuro dell’allenatore. La dirigenza viola — pur ribadendo fiducia al tecnico — sa bene che i risultati dovranno cambiare subito. Dopo la sosta, infatti, il calendario propone un tour de force da brividi: Milan a San Siro, Bologna in casa, e di nuovo Inter a Milano. Tre partite che rischiano di indirizzare l’intera stagione.

Pioli, una squadra senza identità stabile

Imputare colpe precise a Stefano Pioli non è semplice. L’ex allenatore del Milan si è trovato a gestire un’infermeria piena e diversi giocatori chiave non al meglio, come Albert Gudmundsson, arrivato in estate per dare qualità e imprevedibilità al reparto offensivo. Il problema principale, però, sembra legato alla mancanza di una struttura tattica definita. Nel giro di poche settimane, la Fiorentina ha cambiato più volte modulo: due punte e un trequartista, due trequartisti e una punta, centrocampo a cinque, fino al finale caotico dell’ultima gara contro la Roma con Džeko, Kean e Piccoli contemporaneamente in campo. Scelte che più che una ricerca tattica consapevole sembrano il frutto dell’emergenza, segno di un gruppo in cerca di equilibrio e certezze. I possibili sostituti: da Spalletti a Thiago Motta, fino al sogno Mancini Anche se ufficialmente Pioli non è in discussione, il mercato degli allenatori si è già mosso. I primi nomi che circolano nelle ultime ore sono di profilo molto diverso tra loro: Luciano Spalletti, ex commissario tecnico della Nazionale e tecnico del Napoli del terzo scudetto, rappresenterebbe un ritorno di prestigio e di alto profilo, ma appare un’ipotesi difficilmente praticabile. Thiago Motta, reduce dall’esperienza alla Juventus, è un tecnico giovane, ambizioso e in cerca di riscatto dopo un’annata difficile. Daniele De Rossi, profilo emergente e già apprezzato per la sua impronta tattica alla Roma, viene visto come possibile guida per un progetto di rinnovamento. Roberto Mancini, infine, è la suggestione più romantica: l’ex commissario tecnico azzurro iniziò la sua carriera da allenatore proprio a Firenze, quasi 25 anni fa, e un ritorno in viola avrebbe un forte valore simbolico. Fiorentina, serve una svolta immediata In attesa di capire come si evolverà la situazione, la Fiorentina è chiamata a una reazione immediata. La società valuta con attenzione ogni scenario ma non vuole trasmettere panico all’ambiente. Pioli, dal canto suo, sa di giocarsi molto. Tre partite per invertire la rotta e allontanare i dubbi. Tre partite per dimostrare che la sua Fiorentina può ancora rialzarsi.
Andrea Fiorentino · Redattore