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domenica 2 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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FIGC, "Se vogliamo bene a questo sport serve chiarezza": la relazione di Gravina su come salvare il sistema calcio

Gravina sottolinea inoltre una difficoltà cronica nel fare sistema, evidenziando divisioni tra le varie componenti del calcio italiano che rendono complicata qualsiasi riforma condivisa.

Gravina presidente figc
Il calcio italiano è arrivato a un punto di svolta. Nel suo ultimo atto da presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Gabriele Gravina ha consegnato un documento articolato che analizza in profondità le fragilità del sistema e propone una serie di interventi per evitarne il progressivo indebolimento.

FIGC, "Se vogliamo bene a questo sport serve chiarezza": la relazione di Gravina su come salvare il sistema calcio

Una relazione che assume i toni di un bilancio finale ma anche di un appello, dopo le dimissioni arrivate in un clima di forti pressioni e delusione per il mancato traguardo mondiale. Un sistema sotto pressione: le criticità evidenziate Nel documento, Gravina traccia un quadro complesso, individuando nodi strutturali che da anni frenano la crescita del movimento. Tra i punti principali emerge la riduzione dello spazio per i calciatori italiani, con una presenza crescente di stranieri e un ricambio generazionale sempre più difficile. Il tema della formazione viene collegato direttamente agli investimenti insufficienti nei settori giovanili, considerati decisivi per garantire competitività futura. A pesare è anche la sostenibilità economica complessiva. Il presidente uscente descrive un sistema fragile, caratterizzato da bilanci in tensione e da un modello finanziario che fatica a reggere nel medio periodo. A questo si aggiunge il ritardo infrastrutturale, con impianti datati e progetti di rinnovamento spesso bloccati da iter complessi e mancanza di coordinamento. Gravina sottolinea inoltre una difficoltà cronica nel fare sistema, evidenziando divisioni tra le varie componenti del calcio italiano che rendono complicata qualsiasi riforma condivisa. Le leve per il rilancio Accanto all’analisi delle criticità, il documento propone una serie di interventi che, secondo Gravina, potrebbero rappresentare la base per una ripartenza. Tra questi, l’idea di destinare al calcio una quota del gettito legato alle scommesse, considerata una possibile fonte di sostegno economico per il movimento. Nel testo viene inoltre suggerita la revisione del divieto di pubblicità per gli operatori del settore, insieme al ripristino del cosiddetto Decreto Crescita, ritenuto uno strumento utile per rendere più competitivi i club nell’ingaggio di giocatori provenienti dall’estero. Ampio spazio è dedicato anche alle infrastrutture, con la richiesta di un sostegno concreto per la costruzione e l’ammodernamento degli stadi, anche in prospettiva di UEFA Euro 2032. Non manca il riferimento alla riforma del settore arbitrale e alla revisione dei campionati, considerata però complessa senza un accordo tra le diverse componenti federali. L’appello finale: unità per evitare il declino Nelle conclusioni, Gravina lancia un messaggio che suona come un invito alla responsabilità collettiva. Il rilancio del calcio italiano, secondo l’ex presidente, richiede interventi radicali e soprattutto una convergenza tra federazione, club, istituzioni e politica. "Alla luce di quanto espresso, è del tutto evidente che, per il bene del calcio italiano, l’unico modo di intervenire è farlo in maniera radicale, grazie ad un’unità d’intenti che superi i confini del conveniente e dell’opportuno".
Andrea Fiorentino · Redattore