FIGC, nodo eleggibilità: il “caso Malagò” accende la corsa alla presidenza
La vicenda non riguarda soltanto nomi e incarichi, ma tocca un tema più ampio: l’equilibrio tra governance sportiva e rispetto delle regole. L’eventuale applicazione del principio di incompatibilità potrebbe ridefinire non solo questa elezione, ma anche i criteri futuri di accesso ai vertici…
La partita per la guida della FIGC entra in una fase delicata, dove il confronto politico-sportivo rischia di intrecciarsi con questioni giuridiche tutt’altro che marginali.
FIGC, nodo eleggibilità: il “caso Malagò” accende la corsa alla presidenza
Al centro del dibattito c’è la possibile candidatura di Giovanni Malagò, attuale presidente del CONI, la cui eleggibilità viene ora messa in discussione.
Il punto giuridico: cos’è il “cooling off period”
A sollevare il caso sono alcune voci critiche che richiamano il principio del cosiddetto “cooling off period”, noto anche come pantouflage. Si tratta di una norma che impone un intervallo temporale tra la guida di un organismo con funzioni di vigilanza e l’assunzione di incarichi in enti sottoposti a quel controllo.
Applicato al contesto attuale, il ragionamento è lineare: il CONI esercita un ruolo di supervisione sulla FIGC. Di conseguenza, un passaggio diretto dalla presidenza del primo alla guida della seconda potrebbe essere considerato incompatibile senza un periodo di “raffreddamento”.
"È un tema che potrebbe finire sotto la lente delle autorità competenti", osservano ambienti vicini al dossier, indicando possibili valutazioni da parte di ANAC o Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
Sfida aperta: Malagò contro Abete
Al di là delle questioni normative, il confronto elettorale resta vivo e concreto. Il principale sfidante è Giancarlo Abete, figura di lungo corso nel calcio italiano, deciso a portare avanti la propria candidatura nonostante il fronte favorevole a Malagò si stia progressivamente ampliando.
Il presidente del CONI, prima di sciogliere le riserve, ha in agenda una serie di incontri con le leghe professionistiche, passaggi chiave per consolidare o meno il proprio consenso.
Equilibri e alleanze: una partita ancora aperta
Il quadro elettorale appare frammentato ma tutt’altro che definito. Da una parte, Malagò può contare sull’appoggio della Lega Serie A e sul sostegno delle associazioni dei calciatori e degli allenatori. Dall’altra, Abete si affida alla forza della Lega Nazionale Dilettanti, che rappresenta una quota significativa dell’assemblea elettiva.
In questo scenario, il peso decisionale delle leghe intermedie diventa cruciale. Serie B e Serie C potrebbero rivelarsi determinanti per orientare il risultato finale.
Tempistiche e scenari possibili
La scadenza per la presentazione ufficiale delle candidature è fissata a metà maggio, mentre il voto è programmato per il 22 giugno. Sullo sfondo resta anche l’ipotesi di un commissariamento della federazione, opzione che al momento non trova riscontri concreti.
"Il percorso resta regolare, salvo sviluppi inattesi", è la linea che filtra dagli ambienti istituzionali.
Un passaggio decisivo per il calcio italiano
La vicenda non riguarda soltanto nomi e incarichi, ma tocca un tema più ampio: l’equilibrio tra governance sportiva e rispetto delle regole. L’eventuale applicazione del principio di incompatibilità potrebbe ridefinire non solo questa elezione, ma anche i criteri futuri di accesso ai vertici federali.
In attesa di chiarimenti ufficiali, il clima resta sospeso tra strategia e interpretazioni normative. E mentre la corsa entra nel vivo, ogni dettaglio può trasformarsi in un elemento decisivo.
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