FIGC, Malagò accelera sulla Federcalcio: “Ci stiamo preparando”. La candidatura ora prende forma
La sua figura porta con sé un approccio più istituzionale, trasversale e internazionale rispetto ai tradizionali equilibri federali. Un elemento che potrebbe attrarre chi ritiene necessario un cambio di passo nella gestione del sistema calcio.
Giovanni Malagò non ha ancora pronunciato la parola definitiva, ma il messaggio ormai appare chiaro: la corsa alla presidenza della Figc è entrata nella fase decisiva.
FIGC, Malagò accelera sulla Federcalcio: “Ci stiamo preparando”. La candidatura ora prende forma
A margine della Race for the Cure, l’ex presidente del CONI ha lasciato intendere che il lavoro dietro le quinte sia già ampiamente avviato. Non soltanto sul piano politico, ma anche su quello tecnico e burocratico. Le sue parole raccontano un percorso ormai strutturato, fatto di confronti, valutazioni e preparazione concreta della candidatura.
“Ci stiamo preparando, uno si fa trovare pronto”, ha spiegato Malagò, confermando di fatto che il dossier per la discesa in campo è già in costruzione.
Il programma prende forma tra equilibrio e diplomazia
Nel suo intervento, Malagò ha sottolineato di essere ancora impegnato nella definizione del programma, specificando di aver scelto fin dall’inizio una linea prudente e rispettosa nei confronti di tutte le componenti del calcio italiano.
Una frase tutt’altro che casuale.
Perché la partita politica attorno alla Figc si gioca soprattutto sugli equilibri interni: Lega Serie A, Serie B, Lega Pro, calciatori, allenatori e dilettanti rappresentano mondi diversi, spesso attraversati da interessi e priorità lontane tra loro.
Malagò sembra voler evitare accelerazioni aggressive o forzature pubbliche, cercando invece di costruire consenso gradualmente. Non a caso, nelle sue parole emerge anche l’attesa per eventuali prese di posizione ufficiali prima del 13 maggio, data che potrebbe diventare uno snodo importante nel percorso verso le elezioni federali.
Serie A, allenatori e calciatori: i primi sostegni pesano
Attorno al suo nome, intanto, si starebbe consolidando un fronte importante.
Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, Malagò avrebbe già raccolto segnali favorevoli da parte dei club di Serie A, dell’Assocalciatori e dell’Associazione Allenatori. Un sostegno che, se confermato formalmente, rappresenterebbe una base politica estremamente rilevante.
Il suo profilo viene percepito da molti dirigenti come quello di una figura capace di muoversi con esperienza istituzionale, relazioni internazionali e conoscenza profonda delle dinamiche sportive italiane.
Non è un dettaglio secondario in un momento in cui il calcio italiano continua a interrogarsi su sostenibilità economica, riforme strutturali, sviluppo dei vivai e competitività internazionale.
Il nodo dell’ineleggibilità resta aperto
Accanto al percorso politico, però, resta aperta anche una questione delicata sul piano normativo.
Nelle ultime settimane alcuni oppositori della possibile candidatura hanno richiamato il tema del cosiddetto cooling off period, il principio che prevede un intervallo temporale tra incarichi di controllo e ruoli in organismi collegati o vigilati.
Nel caso specifico, il dibattito nasce dal precedente ruolo di Malagò alla guida del CONI e dal rapporto istituzionale tra Comitato Olimpico e Figc.
Secondo questa interpretazione, la candidatura potrebbe essere sottoposta a verifiche o valutazioni da parte di organismi competenti come ANAC o Antitrust. Al momento, però, non esistono pronunciamenti ufficiali che blocchino concretamente il percorso.
Ed è proprio questo il motivo per cui il gruppo che lavora accanto a Malagò starebbe procedendo con grande attenzione anche sugli aspetti giuridici e formali della candidatura.
Una sfida che va oltre il semplice cambio di presidenza
L’eventuale ingresso di Malagò nella corsa alla Figc non rappresenterebbe soltanto un cambio di leadership. Potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase politica per il calcio italiano.
La sua figura porta con sé un approccio più istituzionale, trasversale e internazionale rispetto ai tradizionali equilibri federali. Un elemento che potrebbe attrarre chi ritiene necessario un cambio di passo nella gestione del sistema calcio.
Ma allo stesso tempo, proprio questa centralità istituzionale rischia di alimentare resistenze interne e contrapposizioni politiche.
Per ora, Malagò continua a muoversi con cautela. Nessun annuncio definitivo, nessuna proclamazione ufficiale. Ma il fatto che si stiano già preparando “tutte le carte” lascia intendere che la decisione sia molto più vicina di quanto si voglia far apparire pubblicamente.
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