Calcio · Napoli · Serie A · Calciomercato Instagram · Facebook · X · YouTube
venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
Google News
Serie A

FIGC, Malagò è il presidente della Federcalcio con il 68,58% dei voti

È il giorno della svolta per il calcio italiano. L'assemblea elettiva della FIGC è chiamata a scegliere il successore di Gabriele Gravina, dimessosi dopo la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali 2026.

FIGC, Malagò è il presidente della Federcalcio con il 68,58% dei voti
È il giorno della svolta per il calcio italiano. L'assemblea elettiva della FIGC è chiamata a scegliere il successore di Gabriele Gravina, dimessosi dopo la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali 2026.

FIGC, Malagò è il presidente della Federcalcio con il 68,58% dei voti

A contendersi la guida della Federazione sono Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, in una sfida che segna l'inizio di una nuova fase per l'intero movimento calcistico nazionale. L'assemblea si è aperta a Roma con un clima istituzionale disteso. Prima dell'inizio dei lavori, Malagò e Abete si sono stretti la mano davanti ai delegati e alle telecamere, un gesto simbolico che ha accompagnato l'avvio di una delle votazioni più significative degli ultimi anni per il calcio italiano. Nel suo ultimo intervento da presidente federale, Gabriele Gravina ha rivendicato la scelta delle dimissioni, definendola una decisione maturata con convinzione e senso di responsabilità istituzionale. L'ex numero uno della FIGC ha spiegato di aver scelto di fare un passo indietro per evitare ulteriori divisioni interne e consentire alla Federazione di affrontare una nuova fase di rinnovamento. Gravina ha inoltre criticato alcune recenti decisioni legislative che, a suo giudizio, rischiano di penalizzare gli investimenti destinati ai vivai e alla crescita dei giovani calciatori. Fonte: SportMediaset, dichiarazioni di Gabriele Gravina durante l'assemblea elettiva FIGC del 22 giugno 2026. Nel dibattito è emersa con forza la necessità di un cambiamento strutturale. Il presidente dell'Assocalciatori, Umberto Calcagno, ha sostenuto la candidatura di Malagò sottolineando come il sistema abbia bisogno non soltanto di riforme, ma di una vera trasformazione culturale e organizzativa. Secondo Calcagno, il calcio italiano deve recuperare capacità di dialogo e costruire una leadership autorevole in grado di accompagnare il processo di rinnovamento. Fonte: SportMediaset, dichiarazioni di Umberto Calcagno. Anche Matteo Marani, presidente della Lega Pro, ha richiamato l'attenzione sulle criticità accumulate nel corso degli anni, parlando di un declino progressivo che richiede investimenti concreti nella valorizzazione dei giovani talenti e una revisione delle priorità del sistema calcistico. Fonte: SportMediaset, dichiarazioni di Matteo Marani. Dal fronte della Serie A, il presidente Ezio Maria Simonelli ha evidenziato la necessità di rafforzare la competitività del massimo campionato italiano e di recuperare terreno rispetto alle principali leghe europee. Simonelli ha indicato nelle riforme e nella collaborazione tra le diverse componenti federali gli strumenti indispensabili per rilanciare il movimento dopo le recenti delusioni sportive della Nazionale. Fonte: SportMediaset, dichiarazioni di Ezio Maria Simonelli. Durante l'assemblea è arrivato anche un messaggio dalla UEFA. Il vicepresidente Armand Duka ha invitato l'Italia a cogliere l'opportunità rappresentata da Euro 2032 per accelerare il percorso di ammodernamento delle infrastrutture sportive, lasciando un'eredità duratura per le future generazioni e rafforzando il ruolo del Paese nel panorama calcistico internazionale. Fonte: SportMediaset, dichiarazioni di Armand Duka. Sul fronte elettorale, Giancarlo Abete ha ribadito la necessità di affrontare le questioni rimaste irrisolte all'interno della governance federale, sostenendo che il confronto sui contenuti debba prevalere sulle valutazioni personali. L'attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti ha inoltre richiamato il principio della responsabilità condivisa come elemento essenziale per il rilancio del calcio italiano. Fonte: SportMediaset, dichiarazioni di Giancarlo Abete. Parallelamente ai lavori dell'assemblea, davanti alla sede dell'evento si è svolta una manifestazione di tifosi legata alla petizione "Per un calcio giusto e popolare", con richieste rivolte agli organismi che governano il calcio nazionale e particolare attenzione al tema delle trasferte dei sostenitori. La giornata rappresenta dunque molto più di una semplice elezione. La scelta tra Giovanni Malagò e Giancarlo Abete definirà l'indirizzo politico e strategico della FIGC in un momento delicato, tra la necessità di recuperare competitività internazionale, rilanciare il settore giovanile, modernizzare le infrastrutture e ricostruire la fiducia dell'intero sistema calcistico. La procedura per eleggere il nuovo presidente della Figc inizia ora. Questi i numeri dei delegati presenti: 266 su 273, assenti un delegato della Lega Pro e sei atleti. I voti complessivi sono dunque 502,946: per essere eletti ne serviranno 252.
Giovanni Malagò è dunque il nuovo presidente della Federcalcio. È stato eletto con il 68,58 per cento dei voti dall'assemblea Figc, chiamata a dare una nuova guida al calcio italiano dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, a seguito della mancata qualificazione della nazionale ai Mondiali 2026. "Da solo non posso fare niente, con voi posso fare tutto", ha detto emozionato il neo presidente Malagò.
 
Andrea Fiorentino · Redattore