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sabato 1 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Escort, calcio e notti segrete: l’inchiesta di Milano che scuote la Serie A

Una vicenda che rischia di avere ripercussioni non solo giudiziarie, ma anche mediatiche e reputazionali per tutto l’ambiente calcistico italiano.

Autore: | Ringraziamenti: Getty Images/Vetta Video Copyright: SimonKr d.o.o.
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Un sistema organizzato, discreto ma capillare, capace di muoversi tra locali esclusivi, hotel di lusso e ambienti frequentati da calciatori e personaggi facoltosi.

Escort, calcio e notti segrete: l’inchiesta di Milano che scuote la Serie A

L’inchiesta che parte da Cinisello Balsamo apre uno squarcio su un mondo parallelo fatto di feste private, relazioni a pagamento e dinamiche opache che coinvolgerebbero anche protagonisti della Serie A, come anticipato ieri. LEGGI ANCHE: Scandalo nella movida milanese: indagine su festini con escort per i calciatori di Serie A Il meccanismo: eventi, locali e incontri riservati Tutto ruotava attorno a una società formalmente dedita all’organizzazione di eventi. Nella pratica, secondo quanto emerge dagli atti, il servizio offerto andava ben oltre: serate in ristoranti esclusivi, accesso a discoteche di alto livello e la possibilità di proseguire la notte in hotel o location private. Tra i luoghi citati compare il Just Cavalli, simbolo della movida milanese, e il ME Milan Il Duca, struttura di lusso nel cuore della città. Qui, secondo le intercettazioni, si sarebbero svolti molti degli incontri. "Li portiamo al Just oppure siamo già al Me", è una delle frasi che emergono dalle conversazioni, a indicare una logistica collaudata e ripetuta nel tempo. Clienti e rete di contatti La platea dei clienti sarebbe ampia e trasversale: calciatori, imprenditori, volti noti dello spettacolo e persino sportivi di altre discipline. I nomi, negli atti giudiziari, restano oscurati, ma si parla di una cinquantina di giocatori di Serie A potenzialmente coinvolti. Le relazioni venivano costruite anche attraverso i social, in particolare tramite una pagina Instagram che promuoveva eventi esclusivi e viaggi, tra cui soggiorni a Mykonos. Un circuito che univa intrattenimento e relazioni private, mantenendo un’apparente normalità. Anche durante il lockdown Uno degli aspetti più delicati riguarda il periodo pandemico. Secondo le testimonianze, l’attività non si sarebbe mai fermata, neppure durante le restrizioni. "Lavoravamo quasi tutte le sere, anche nel lockdown", racconta una delle persone ascoltate. Durante un controllo nel 2021, sarebbero state identificate diverse persone all’interno della sede operativa, dove – secondo gli inquirenti – esisteva anche una discoteca abusiva attiva nonostante i divieti. L’organizzazione e la gestione economica Al centro del sistema ci sarebbero quattro persone, tra cui i due principali indagati, ritenuti i promotori dell’attività. A loro spettava il coordinamento delle serate, la gestione dei contatti con i locali e l’organizzazione degli spostamenti. Il modello economico prevedeva una divisione netta dei compensi: almeno il 50% delle somme pagate dai clienti veniva trattenuto dall’organizzazione, mentre la restante parte era destinata alle ragazze. Un sistema strutturato, con pagamenti, “buste” e una gestione precisa dei flussi di denaro. Le ragazze e le condizioni di lavoro Le giovani donne coinvolte sarebbero state numerose, italiane e straniere, alcune molto giovani. Non tutte svolgevano lo stesso ruolo: alcune erano impiegate come hostess o accompagnatrici, altre – secondo quanto emerge – venivano indirizzate verso prestazioni a pagamento. In alcuni casi, le condizioni appaiono particolarmente critiche. Oltre alla percentuale trattenuta, le ragazze avrebbero dovuto sostenere anche i costi di alloggio nella stessa struttura utilizzata dall’organizzazione. "Mi hanno dato la busta perché ho portato clienti importanti", racconta una conversazione intercettata, che restituisce il clima operativo del sistema. Il caso della gravidanza Tra gli episodi più delicati emerge quello di una giovane donna che, in una chat privata, riferisce di essere rimasta incinta dopo un incontro con un cliente, descritto come un calciatore noto. "Non dirlo a nessuno… ho fatto il test ed è positivo", scrive. Un passaggio che aggiunge un ulteriore elemento di complessità e gravità alla vicenda. Tra lusso e eccessi Le serate, secondo gli atti, non si limitavano agli incontri. In alcuni casi sarebbe stato utilizzato anche il cosiddetto gas esilarante, una sostanza inalata per effetti euforici. Le richieste venivano gestite in tempo reale: "Siamo in hotel, servono palloncini", si legge in una delle conversazioni. Un dettaglio che descrive un contesto di eccesso e disponibilità immediata di servizi. Una rete estesa e ancora da chiarire L’inchiesta è ancora in corso e molti aspetti restano da definire, a partire dall’effettivo coinvolgimento dei clienti e dalle responsabilità individuali. Ciò che emerge con chiarezza è l’esistenza di un sistema organizzato, radicato e capace di operare per anni, intrecciando il mondo dell’intrattenimento con quello dello sport professionistico.  
Andrea Fiorentino · Redattore