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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Dalla Francia - Hakimi a processo: la linea della difesa e il caso che scuote il PSG

"La verità emergerà pubblicamente", ha scritto il giocatore. Sarà ora il processo a stabilire i fatti, in un confronto che si annuncia decisivo tanto sul piano giudiziario quanto su quello personale e professionale.

Dalla Francia - Hakimi a processo: la linea della difesa e il caso che scuote il PSG
La vicenda giudiziaria che coinvolge Achraf Hakimi entra in una nuova fase. Il terzino del Paris Saint-Germain, classe 1998 ed ex protagonista in Serie A con l’Inter, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di stupro.

Hakimi a processo: la linea della difesa e il caso che scuote il PSG

A renderlo noto è stato il suo legale, confermando che il procedimento approderà in aula dopo un’indagine durata tre anni. Il difensore marocchino ha sempre respinto con fermezza ogni accusa, sostenendo che dietro la denuncia vi sia un tentativo di ricatto a fini economici. In un messaggio pubblicato sul suo profilo X, Hakimi ha ribadito la propria posizione: "Oggi basta un’accusa per finire a processo, anche se la nego e tutto dimostra che è falsa. Attendo con serenità il giudizio, perché sarà l’occasione per far emergere la verità davanti a tutti". Le origini del caso Hakimi a processo: la linea della difesa e il caso che scuote il PSGSecondo la sua versione, si sarebbe recata a casa del giocatore intorno all’1:15 e lì avrebbe subito un’aggressione sessuale. Hakimi, dal canto suo, ha sempre ammesso esclusivamente scambi affettuosi consensuali, come abbracci e baci, negando qualsiasi rapporto forzato. La linea difensiva si è concentrata sulla totale assenza di violenza e sulla convinzione che la denuncia sia stata costruita con finalità economiche. L’indagine e la richiesta di processo La procura di Nanterre aveva già richiesto il rinvio a giudizio nell’agosto 2025. L’inchiesta, definita complessa e articolata, è stata caratterizzata da accertamenti tecnici e dall’analisi delle comunicazioni tra la presunta vittima e alcune persone a lei vicine. Secondo quanto riportato dalla stampa francese, tra cui L’Équipe, nella requisitoria finale la procura ha sostenuto che il racconto della giovane donna risulterebbe coerente per dinamica e tempistiche con i messaggi inviati quasi in tempo reale a un’amica. Proprio quegli scambi, acquisiti dagli inquirenti, rappresenterebbero uno degli elementi su cui l’accusa fonda la richiesta di giudizio. La difesa, tuttavia, ha contestato con decisione l’impianto accusatorio, ritenendo che le prove raccolte non dimostrino alcuna costrizione né configurino un reato. Un processo sotto i riflettori Il rinvio a giudizio di Hakimi non è solo una notizia di cronaca giudiziaria: è un evento che coinvolge uno dei volti più noti del calcio europeo. Titolare nel Paris Saint-Germain e punto fermo della nazionale marocchina, il terzino si trova ora a dover difendere la propria reputazione in un’aula di tribunale. Il caso riporta al centro del dibattito il delicato equilibrio tra presunzione d’innocenza e tutela delle presunte vittime, in un contesto mediatico che amplifica ogni sviluppo. "La verità emergerà pubblicamente", ha scritto il giocatore. Sarà ora il processo a stabilire i fatti, in un confronto che si annuncia decisivo tanto sul piano giudiziario quanto su quello personale e professionale.
Andrea Fiorentino · Redattore