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lunedì 3 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Cristiano Ronaldo ottiene il pagamento degli stipendi arretrati: sciopero concluso all’Al Nassr

Una volta ristabiliti i loro poteri e normalizzata la situazione gestionale, Ronaldo ha ritenuto conclusa la propria battaglia.

Cristiano Ronaldo ottiene il pagamento degli stipendi arretrati: sciopero concluso all’Al Nassr
La protesta è ufficialmente rientrata. Cristiano Ronaldo ha deciso di tornare ad allenarsi con l’Al Nassr dopo aver ottenuto garanzie concrete sul pagamento degli stipendi arretrati e sul ripristino di alcune figure dirigenziali. LEGGI ANCHE Al Nassr, Cristiano Ronaldo dice no: tensione con il club e rifiuto clamoroso legato al mercato Cristiano Ronaldo compie 41 anni e torna in campo: fine dello sciopero con l’Al Nassr nel giorno del compleanno Saudi League, club in affanno: dopo Ronaldo cresce l’esodo dei big e vacilla il progetto saudita

Cristiano Ronaldo ottiene il pagamento degli stipendi arretrati: sciopero concluso all’Al Nassr

La vicenda, che ha avuto forte eco mediatica, si è chiusa nelle ultime ore con un esito favorevole al campione portoghese. Lo sciopero di Ronaldo e la frattura con il club Il cinque volte Pallone d’Oro, che nei giorni scorsi ha compiuto 41 anni, aveva avviato lo sciopero la settimana precedente, disertando gli allenamenti della squadra. Alla base della decisione non c’era soltanto il malcontento per una campagna acquisti giudicata insufficiente, ma soprattutto una questione più profonda e delicata legata alla gestione interna del club. Secondo quanto riportato dal quotidiano portoghese A Bola, Ronaldo si sarebbe fatto portavoce delle proteste di diversi dipendenti dell’Al Nassr, che lamentavano il mancato pagamento di stipendi arretrati. Una situazione che avrebbe spinto il fuoriclasse a prendere posizione in modo netto, chiamando direttamente in causa il fondo PIF, proprietario del club e di altre società della Saudi Pro League. Il ruolo del fondo PIF e le tensioni interne Il confronto con il fondo sovrano saudita è stato uno dei passaggi centrali della vicenda. Ronaldo avrebbe chiesto chiarimenti e interventi immediati, sottolineando come il mancato rispetto degli impegni economici stesse danneggiando l’immagine del club e del campionato. La presa di posizione del portoghese ha avuto un peso determinante. Nel giro di pochi giorni, la situazione si è sbloccata e gli stipendi arretrati dei dipendenti sono stati regolarmente corrisposti, ponendo fine a una delle principali cause della protesta. Non solo stipendi: il caso dei dirigenti portoghesi Lo sciopero di Cristiano Ronaldo non si è limitato alla questione economica. Il giocatore ha infatti chiesto anche il reintegro di due dirigenti portoghesi, José Semedo e Simão Coutinho, allontanati dai loro incarichi alla fine di dicembre. Una volta ristabiliti i loro poteri e normalizzata la situazione gestionale, Ronaldo ha ritenuto conclusa la propria battaglia. "Ottenute le garanzie richieste e ristabilite le condizioni di lavoro all’interno del club", il portoghese ha scelto di rientrare nei ranghi e riprendere regolarmente l’attività con la squadra. Rientro in gruppo e focus sul campo Con la fine dello sciopero, Cristiano Ronaldo è tornato ad allenarsi con i compagni, consentendo all’Al Nassr di concentrarsi nuovamente sugli obiettivi sportivi della stagione. Il gesto del campione portoghese conferma ancora una volta il suo peso non solo tecnico, ma anche politico e istituzionale all’interno del club.
Andrea Fiorentino · Redattore