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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Cremonese, Audero torna sul grave episodio del petardo: “Mi ha ferito dentro, non deve più accadere”

Dopo il vandalico episodio di domenica scorsa in Cremonese-Inter, che ha visto coinvolto il portiere dei grigiorossi Emil Audero, colpito da un petardo proveniente dal settore ospiti, l’ex estremo difensore della Sampdoria ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni de “La Gazzetta Dello Sport”.

Cremonese, Audero torna sul grave episodio del petardo: “Mi ha ferito dentro, non deve più accadere”
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Dopo il vandalico episodio di domenica scorsa in Cremonese-Inter, che ha visto coinvolto il portiere dei grigiorossi Emil Audero, colpito da un petardo proveniente dal settore ospiti, l’ex estremo difensore della Sampdoria ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni de “La Gazzetta Dello Sport”.

Cremonese, Audero torna sul grave episodio del petardo: “Mi ha ferito dentro, non deve più accadere”

Queste le parole del portiere grigiorosso: “Sto abbastanza bene. Almeno di testa perché ripensando a quello che è successo mi rendo conto che le conseguenze potevano essere molto più gravi. Ma è tutto molto difficile da digerire. A fine partita, una volta scesa l’adrenalina, il collo mi si è irrigidito. Ora va anche peggio perché l’orecchio fa male e pure la schiena è rigida. Nei prossimi giorni farò accertamenti per capire se c’è qualche problema, ma insomma... diciamo che poteva andare anche peggio". La sensazione provata al momento dell'esplosione: "Un boato, come si mi avessero tirato una martellata all’orecchio, facevo fatica a sentire. Nella gamba destra vedo un taglio, il calzoncino stracciato, e sento un bruciore fortissimo. Non mi fossi spostato, poteva veramente finire molto male. Non ho fermato il gioco Prima di tutto per l'adrenalina. Ma lo fai anche perché sei in campo, capisci la situazione e non vuoi che finisca in quel modo. Dentro di me non sentivo la volontà di abbandonare. Sospendere la partita per un episodio del genere non mi andava giù. Sapevo di potercela fare. Anche se poi è successo qualcosa. Non mi era mai successo in carriera. Nel secondo tempo ho avvertito un senso di vuoto. La ferita al ginocchio mi faceva male, ma il problema era dentro di me. Un senso di delusione profondo e poca voglia di giocare. Ero in campo, stavo facendo il mio lavoro che amo da morire. Ma intanto i mei pensieri andavano al luogo dello scoppio. Poco più in là e chissà... la mano, il braccio, o anche peggio. Ho pensato: perché sono in campo? Perché sto giocando? La testa e i pensieri giravano a mille. È stata una sensazione bruttissima. Ho pensato: ma perché proprio a me? Ma cosa vi ho fatto? Ho un ottimo rapporto con società e giocatori dell'Inter. Tutti, a cominciare dal presidente, sono venuti a sincerarsi delle mie condizioni. Erano preoccupati. Nella mia carriera ne ho passate tante. Sono un uomo di campo e quindi volevo proseguire. L’idea di speculare su quello che era successo non fa parte del mio carattere". Capitolo tifoserie: "Facendo una distinzione. I tifosi sono una parte fondamentale del calcio. La loro passione, il loro supporto è irrinunciabile. La stragrande maggioranza dei tifosi è così, anche nei gruppi organizzati. Poi, ovunque, esistono delle eccezioni, piccole minoranze che con il calcio c’entrano poco. Anzi nulla. Nonostante quello che è successo io credo ancora nella parte buona. Anche se certi episodi ormai purtroppo si verificano troppo spesso". Vincenzo Schiavo Se vuoi sapere di più sul Napoli, tieniti aggiornato con https://www.gonfialarete.com/
Vincenzo Schiavo · Redattore