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sabato 1 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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CONI, Comitato olimpico senza fondi statali: l’allarme di Buonfiglio dopo Milano-Cortina

Una dichiarazione netta, che segna una discontinuità rispetto al passato e apre interrogativi sulla gestione futura dello sport italiano.

Malagò CONI
A distanza di poche settimane dalla chiusura dei Giochi olimpici invernali, il clima attorno al Comitato Olimpico Italiano si fa improvvisamente più teso.

CONI, Comitato olimpico senza fondi statali: l’allarme di Buonfiglio dopo Milano-Cortina

Durante la riunione della Giunta Nazionale al Foro Italico, il presidente Luciano Buonfiglio ha sollevato un tema destinato a far discutere: per la prima volta, il CONI non ha ricevuto contributi dal Governo per sostenere la partecipazione olimpica. Una dichiarazione netta, che segna una discontinuità rispetto al passato e apre interrogativi sulla gestione futura dello sport italiano. Il nodo finanziario: contributi mancanti e crediti in sospeso "Per la prima volta non riceviamo contributi dal Governo", ha spiegato Buonfiglio, riferendosi sia all’organizzazione della squadra olimpica sia ai premi destinati agli atleti medagliati. Tradizionalmente, per i Giochi invernali, il sostegno statale si aggirava intorno ai 10 milioni di euro. A questo si aggiunge un’altra partita economica ancora aperta: le royalties legate a Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, stimate in circa 48 milioni di euro. Il quadro delineato è chiaro: il CONI si considera creditore, mentre la Fondazione Milano-Cortina risulta debitrice. Una situazione che, se non risolta rapidamente, potrebbe portare a un coinvolgimento diretto delle istituzioni che hanno garantito l’evento, tra cui lo Stato e gli enti locali. "Mi auguro che si trovino presto le risorse", è il passaggio che sintetizza la posizione del presidente. Bilancio e sostenibilità: serve un cambio di rotta Oltre al tema dei finanziamenti, emerge anche una riflessione più ampia sulla sostenibilità economica del sistema sportivo. Il bilancio del CONI registra una perdita definita “comprensibile”, ma il messaggio è chiaro: sarà necessario diventare più efficienti. Questo significa anche limitare l’ingresso di nuove federazioni o discipline, privilegiando una gestione più equilibrata di quelle già esistenti. Una linea che segna un cambio di approccio, meno espansivo e più orientato al controllo dei costi. Tensioni nelle federazioni: il caso calcio e non solo Nel corso della riunione sono emerse anche criticità interne al mondo federale. Il presidente ha fatto riferimento a situazioni delicate che riguardano diverse discipline, dal calcio all’atletica, fino alla danza sportiva e al cricket. Sul fronte calcistico, nonostante le pressioni ricevute, il CONI ha scelto di non intervenire con un commissariamento. Diverso invece il caso del cricket, dove si è deciso per un’azione più diretta. Alcune vicende, ha sottolineato Buonfiglio, sono state apprese attraverso la stampa, segno di un sistema che richiede maggiore trasparenza e coordinamento. Un sistema da riequilibrare Il quadro che emerge è quello di un movimento sportivo in una fase di transizione. Da un lato, il successo organizzativo e mediatico delle Olimpiadi; dall’altro, le difficoltà economiche e gestionali che ne derivano. "Non possiamo più permetterci squilibri", è il messaggio implicito che arriva dal vertice del CONI. La sfida ora sarà trovare un nuovo equilibrio tra ambizioni sportive e sostenibilità finanziaria, evitando che le tensioni emerse possano compromettere il lavoro fatto negli ultimi anni.
Andrea Fiorentino · Redattore