Uscire indenni dalla Scala del Calcio, imponendo il proprio ritmo e strappando un 1-1 pesantissimo contro il Milan, non è roba da tutti i giorni. Ma per questo Como, l'eccezionalità ha ormai assunto i contorni della solida routine. A certificare il momento magico del club lariano, di proprietà della potentissima famiglia Hartono, è sceso in campo uno che di miracoli sportivi e mentalità vincente se ne intende: Thierry Henry.
Il Como fa paura, Henry fissa l'obiettivo: "La classifica parla chiaro, possiamo lottare per l'Europa"
L'ex fuoriclasse di Arsenal e Barcellona, oggi azionista di minoranza e volto globale del progetto biancoblù, è intervenuto nelle scorse ore ai microfoni di CBS Sports Golazo per commentare la notte di San Siro. Le sue non sono state le classiche dichiarazioni di facciata di un dirigente, ma l'analisi lucida di un uomo di calcio che vede i frutti del proprio investimento. "Guardate dove siamo, con la squadra che abbiamo", ha esordito Henry, puntando i riflettori sull'incredibile lavoro dell'allenatore. "Stiamo facendo estremamente bene, così come lo sta facendo Cesc". Il legame tra Henry e Fàbregas, cementato ai tempi in cui incantavano insieme a Londra con la maglia dei Gunners, si sta rivelando l'asse portante di un progetto tecnico che stupisce. Il tecnico spagnolo ha saputo dare un'identità chiara e un gioco propositivo a una rosa che, sulla carta, non partiva certo con i favori del pronostico per le zone nobili della classifica.
Ma è sul traguardo finale che "Titì" ha voluto lanciare il messaggio più forte, sdoganando una parola che sulle rive del lago sembrava fino a ieri un'utopia: Europa. "Io credo che potremmo lottare per l'Europa", ha dichiarato l'azionista francese senza troppi giri di parole. Una frase che potrebbe caricare di responsabilità uno spogliatoio, ma che Henry si affretta a contestualizzare con il consueto pragmatismo: "Non sono parole che mettono pressione alla squadra perché è esattamente dove siamo adesso. Ripeto, guardate la squadra: non è per dire che i nostri giocatori non sono bravi, ma con quello che abbiamo stiamo facendo estremamente bene".
Andrea Alati
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