Caso VAR in Atalanta-Napoli: il “silent check” divide, Aureliano sotto la lente
Il punto controverso riguarda proprio il gol annullato. Da Lissone, nella sala VAR, sarebbe stato effettuato un controllo rapido, appena tre secondi, definito “di routine” dallo stesso Chiffi attraverso la RefCam. Una verifica silenziosa, senza richiamo al monitor, ritenuta conforme al protocollo…
La sfida tra Atalanta e Napoli continua a far discutere, ma questa volta il pallone resta sullo sfondo. Al centro del dibattito c’è la gestione arbitrale e, in particolare, il ruolo del VAR in due episodi chiave che hanno inciso sull’andamento del match.
Caso VAR in Atalanta-Napoli: il “silent check” divide, Aureliano sotto la lente
Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport in un approfondimento odierno, il designatore arbitrale avrebbe espresso una valutazione chiara: corretta la procedura sul rigore, corretto anche il “silent check” in occasione del gol annullato. Una posizione che, però, non chiude le polemiche.
Chiffi fermato, Aureliano nel mirino
L’arbitro Daniele Chiffi è stato fermato per il turno successivo, una scelta che viene letta come conseguenza delle tensioni generate dalla direzione di gara. Più sfumata, invece, la posizione nei confronti del VAR, Luigi Aureliano, giudicato “rigoroso” ma meno responsabile nell’interpretazione complessiva degli episodi.
Il punto controverso riguarda proprio il gol annullato. Da Lissone, nella sala VAR, sarebbe stato effettuato un controllo rapido, appena tre secondi, definito “di routine” dallo stesso Chiffi attraverso la RefCam. Una verifica silenziosa, senza richiamo al monitor, ritenuta conforme al protocollo dal designatore.
Eppure, secondo diverse letture tecniche, proprio in quell’episodio il VAR avrebbe dovuto applicare lo stesso metro adottato per il calcio di rigore: invitare l’arbitro a rivedere l’azione al monitor, lasciando a lui la decisione finale dopo un’analisi più approfondita.
Il nodo del protocollo
Il tema centrale non è solo la correttezza formale delle decisioni, ma l’uniformità del criterio. Se per il rigore si è arrivati a “forzare” il protocollo per garantire una revisione più attenta, perché non farlo anche sul gol annullato?
La sensazione è che il brevissimo controllo del VAR abbia alimentato dubbi più della decisione in sé. In un’epoca in cui ogni frame viene analizzato e discusso, la percezione di una verifica lampo rischia di minare la fiducia nel sistema.
Silenzio che fa rumore
Il “silent check”, per definizione, è uno strumento pensato per evitare interruzioni inutili. Ma quando l’episodio è potenzialmente decisivo, il silenzio può trasformarsi in rumore mediatico.
Atalanta-Napoli diventa così l’ennesimo capitolo di un confronto mai sopito tra interpretazione arbitrale e tecnologia. Il designatore difende la procedura, ma il dibattito resta aperto: non tanto sulla legittimità delle scelte, quanto sulla coerenza nell’applicazione del protocollo.
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