Caso scommesse, si chiude il fronte penale: accordo per Tonali e Fagioli, multe per altri calciatori coinvolti
Una distinzione che ha avuto un peso rilevante nell’evoluzione del procedimento. L’inchiesta, infatti, ha sempre mantenuto una linea netta tra chi avrebbe scommesso sul calcio e chi invece avrebbe utilizzato circuiti illegali per attività considerate estranee alle competizioni sportive…
La vicenda legata alle scommesse illegali che negli ultimi anni ha attraversato il calcio italiano registra un nuovo passaggio decisivo.
Caso scommesse, si chiude il fronte penale: accordo per Tonali e Fagioli, multe per altri calciatori coinvolti
Sandro Tonali e Nicolò Fagioli hanno definito anche gli ultimi aspetti pendenti con la giustizia ordinaria, mettendo fine al procedimento penale nato dall’inchiesta della Procura di Milano sulle piattaforme di gioco non autorizzate.
LEGGI ANCHE Scommesse su siti illegali: indagati 12 calciatori di Serie A, emersi nuovi dettagli dalle indagini su Tonali e Fagioli
Per entrambi i centrocampisti il capitolo sportivo era già stato archiviato nei mesi scorsi attraverso le squalifiche inflitte dalla giustizia federale. Restava però ancora aperta la posizione relativa alla presunta promozione di siti illegali nei confronti di altri giocatori, elemento che aveva mantenuto attiva l’indagine sul piano penale.
La scelta di Tonali e Fagioli è stata quella di procedere con il patteggiamento, soluzione che ha consentito di definire rapidamente la vicenda evitando un processo ordinario. Per il centrocampista del Newcastle sarebbe stata applicata una sanzione economica superiore ai 78 mila euro, mentre Fagioli avrebbe ottenuto una pena sospesa legata a un mese di arresti, senza conseguenze detentive effettive.
La chiusura dell’inchiesta coinvolge però anche numerosi altri nomi del calcio italiano e internazionale passati dalla Serie A. Diversi giocatori avrebbero regolarizzato la propria posizione attraverso il pagamento di una somma prevista dalla procedura di oblazione, utilizzata nei casi considerati meno gravi sotto il profilo penale.
Tra i calciatori citati nell’indagine figurano Mattia Perin, Weston McKennie, Leandro Paredes, Ángel Di María, Raoul Bellanova e Samuele Ricci. Secondo quanto emerso, le contestazioni nei loro confronti riguarderebbero esclusivamente l’utilizzo di piattaforme non autorizzate per giochi differenti dalle scommesse calcistiche, in particolare partite di poker online.
Una distinzione che ha avuto un peso rilevante nell’evoluzione del procedimento. L’inchiesta, infatti, ha sempre mantenuto una linea netta tra chi avrebbe scommesso sul calcio e chi invece avrebbe utilizzato circuiti illegali per attività considerate estranee alle competizioni sportive professionistiche.
Anche le posizioni di Alessandro Florenzi e Nicolò Zaniolo risultano ormai definite. I due erano già stati coinvolti in un precedente fascicolo aperto a Torino e, dopo la procedura di oblazione affrontata in quella sede, sarebbero stati successivamente prosciolti nel procedimento milanese.
Il caso scommesse resta comunque una delle pagine più delicate vissute dal calcio italiano negli ultimi anni. Non soltanto per le conseguenze disciplinari sui singoli giocatori, ma soprattutto per il dibattito aperto attorno alla gestione della pressione mediatica, delle fragilità personali e del rapporto tra giovani atleti e gioco online.
Nel corso dell’inchiesta, infatti, è emerso più volte il tema della dipendenza dal gioco e della difficoltà, per alcuni calciatori, di gestire notorietà, disponibilità economica e isolamento emotivo. Un aspetto che ha contribuito a cambiare anche il tono del racconto pubblico attorno alla vicenda, spostando progressivamente l’attenzione dalla sola responsabilità sportiva a una riflessione più ampia sul contesto che circonda il calcio professionistico.
Con la definizione delle ultime posizioni penali, il procedimento entra ora nella sua fase conclusiva. Per molti dei protagonisti coinvolti si apre invece la necessità di ricostruire completamente la propria immagine sportiva e personale dopo mesi di esposizione mediatica e polemiche.
Usiamo cookie tecnici e, previo consenso, cookie di profilazione per misurare il
traffico e mostrare annunci pertinenti. Puoi cambiare idea quando vuoi dalla
Cookie Policy.