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sabato 1 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Caso Rocchi, l’AIA corre ai ripari: Ciampi in pole per la reggenza

Figura interna alla struttura arbitrale, Ciampi rappresenta una soluzione di continuità. Conosce i meccanismi, ha già ricoperto ruoli di responsabilità e, soprattutto, è già inserito nella commissione che gestisce le designazioni.

Caso Rocchi, l’AIA corre ai ripari: Ciampi in pole per la reggenza
Il calcio italiano si ritrova ancora una volta a fare i conti con un’emergenza improvvisa, e questa volta il cuore del problema è dentro il sistema arbitrale.

Caso Rocchi, l’AIA corre ai ripari: Ciampi in pole per la reggenza

L’autosospensione di Gianluca Rocchi, seguita da quella del supervisore VAR Andrea Gervasoni, ha costretto l’Associazione Italiana Arbitri a muoversi con urgenza. Serve una figura che garantisca continuità immediata. Non una scelta di prospettiva, ma una soluzione operativa per portare a termine la stagione senza ulteriori scosse. Una decisione urgente e delicata Il Comitato Nazionale dell’AIA è stato convocato per individuare un nuovo designatore arbitrale per Serie A e Serie B, anche solo in forma temporanea. Il calendario non concede margini: il prossimo turno incombe, con partite già programmate a partire dal 1° maggio. "Serve una decisione subito", è la linea che filtra. Non solo per una questione organizzativa, ma anche per ristabilire credibilità in un momento già segnato da polemiche e tensioni. Il nome che avanza: Maurizio Ciampi Tra i profili valutati, uno sembra emergere con maggiore forza: Maurizio Ciampi. Figura interna alla struttura arbitrale, Ciampi rappresenta una soluzione di continuità. Conosce i meccanismi, ha già ricoperto ruoli di responsabilità e, soprattutto, è già inserito nella commissione che gestisce le designazioni. Non è una scelta casuale. In un contesto così delicato, l’AIA sembra orientata verso un profilo affidabile, lontano da scossoni e in grado di garantire equilibrio fino al termine del campionato. Un percorso tra campo e dirigenza Nato a Benevento, Ciampi ha alle spalle una carriera da arbitro che lo ha portato fino alla Serie A, con diverse stagioni anche in Serie B. Dopo aver appeso il fischietto, ha intrapreso un percorso dirigenziale all’interno dell’AIA, crescendo progressivamente fino a diventare responsabile della CAN C. Un profilo tecnico, più che mediatico. Uno di quelli che lavorano dietro le quinte, lontano dai riflettori, ma con una conoscenza profonda del sistema. Il peso del passato e la sfida del presente Nel curriculum di Ciampi non manca un passaggio delicato legato ai tempi di Calciopoli. Una vicenda da cui è stato poi prosciolto, ma che resta parte della sua storia professionale. Oggi, però, lo scenario è completamente diverso. L’eventuale nomina non avrebbe il compito di riscrivere il sistema, ma di traghettarlo fuori da una fase critica. Una stagione da chiudere senza altri scossoni La priorità dell’AIA è chiara: evitare ulteriori tensioni in un’annata già complicata. Tra errori arbitrali, polemiche e ora anche sviluppi giudiziari, il rischio è quello di perdere definitivamente il controllo della narrazione. Per questo, la scelta del designatore ad interim assume un valore che va oltre la semplice gestione delle partite. "Serve stabilità, più che rivoluzione", è il principio che sembra guidare le riflessioni. E dopo? La nomina sarà, con ogni probabilità, temporanea. Il futuro del settore arbitrale dipenderà anche dagli sviluppi giudiziari e dalle decisioni degli organi sportivi. Ma intanto, il calcio deve andare avanti. E qualcuno dovrà scegliere chi arbitrerà le partite decisive di questa stagione. In questo scenario, Maurizio Ciampi è pronto a farsi trovare pronto. Anche solo per accompagnare il sistema fino al traguardo.
Andrea Fiorentino · Redattore