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sabato 1 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Caso Rocchi, arbitri e potere, nuove ombre sul sistema: la Procura accelera sulle audizioni

A rendere il quadro ancora più complesso sono le nuove intercettazioni emerse nelle ultime ore. Al centro, ancora una volta, Gianluca Rocchi, ex designatore arbitrale, che secondo le indiscrezioni avrebbe intrattenuto conversazioni con dirigenti di alcuni club di Serie A.

Caso Rocchi, arbitri e potere, nuove ombre sul sistema: la Procura accelera sulle audizioni
L’inchiesta che sta scuotendo il mondo arbitrale italiano si prepara a entrare in una fase più incisiva. Nelle prossime settimane, la Procura di Milano potrebbe allargare il raggio delle audizioni coinvolgendo figure chiave introdotte negli ultimi anni per regolare i rapporti tra società e classe arbitrale: i cosiddetti club referee manager.

Caso Rocchi, arbitri e potere, nuove ombre sul sistema: la Procura accelera sulle audizioni

Secondo quanto riportato da La Repubblica, il pubblico ministero Maurizio Ascione avrebbe deciso di convocare, tra gli altri, Giorgio Schenone, attuale referente arbitrale dell’Inter. Insieme a lui, sono attesi anche rappresentanti di Juventus, Lazio e Parma. Il ruolo dei referee manager nel mirino Queste figure, istituite dalla FIGC, hanno il compito di fungere da ponte tra le società e i vertici arbitrali. Un ruolo delicato, pensato per favorire comunicazioni ufficiali e trasparenti, evitando contatti diretti non consentiti tra dirigenti e arbitri o designatori. Il sistema prevede che i dialoghi avvengano attraverso un referente designato dall’AIA, incarico ricoperto dalla scorsa estate da Andrea De Marco. Tuttavia, proprio questo meccanismo è ora al centro dell’attenzione degli inquirenti, che vogliono comprendere se le procedure siano state rispettate o aggirate. Le contestazioni dell’Inter e il nodo delle designazioni Uno dei punti più sensibili riguarda le segnalazioni avanzate dall’Inter in merito a presunte “designazioni gradite e sgradite”. Una formula che, dietro l’apparente neutralità, solleva interrogativi pesanti: le società hanno realmente influenzato, anche indirettamente, la scelta degli arbitri? Sarà proprio su questo fronte che Schenone verrà ascoltato. Non si tratta solo di chiarire eventuali pressioni, ma di ricostruire il contesto in cui certe comunicazioni sono avvenute. “Non abbiamo mai chiesto favoritismi, ma solo equità”, potrebbe essere la linea difensiva, anche se ogni parola sarà ora vagliata con attenzione dagli investigatori. Le intercettazioni e il caso Rocchi A rendere il quadro ancora più complesso sono le nuove intercettazioni emerse nelle ultime ore. Al centro, ancora una volta, Gianluca Rocchi, ex designatore arbitrale, che secondo le indiscrezioni avrebbe intrattenuto conversazioni con dirigenti di alcuni club di Serie A. Un aspetto particolarmente delicato, perché il regolamento vieta esplicitamente contatti diretti tra designatori e società, al di fuori dei canali ufficiali. Se confermate, queste comunicazioni potrebbero aprire scenari inediti, mettendo in discussione l’intero impianto di garanzie costruito negli ultimi anni. “Erano semplici scambi informali”, potrebbe essere una possibile giustificazione, ma il confine tra informalità e violazione resta sottile, soprattutto in un sistema che si fonda sulla percezione di imparzialità. Un sistema sotto pressione L’inchiesta non è solo un’indagine giudiziaria: è anche un banco di prova per la credibilità del calcio italiano. Il ruolo dei referee manager, nato per garantire trasparenza, rischia ora di trasformarsi in un punto critico, se dovessero emergere deviazioni dalle regole. Nei corridoi delle istituzioni calcistiche, il clima è teso. Ogni audizione potrebbe aggiungere un tassello a un mosaico ancora incompleto, mentre l’opinione pubblica osserva con crescente attenzione. La sensazione è che questa vicenda non si esaurirà rapidamente. Al contrario, potrebbe ridefinire equilibri e procedure, imponendo una riflessione profonda su come vengono gestiti i rapporti tra club e arbitri nel calcio professionistico italiano.
Andrea Fiorentino · Redattore