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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Caso Kalulu, la grazia negata e il confronto con Lukaku: perché la FIGC ha scelto diversamente

A intervenire è stato il ministro dello Sport Andrea Abodi, che a margine di una visita a Casa Italia a Milano ha dichiarato: "La rispetto, ma non la comprendo perché nel momento in cui diventa evidente e chiaro che c'è stato un errore, che è stato già pagato dal giocatore perché è stato espulso…

Caso Kalulu, la grazia negata e il confronto con Lukaku: perché la FIGC ha scelto diversamente
La squalifica resta. Pierre Kalulu non sarà a disposizione per Juventus-Como e il dibattito si allarga oltre i novanta minuti. La decisione della Federazione di non concedere la grazia al difensore bianconero ha riacceso il confronto con un precedente che ancora pesa nella memoria collettiva: quello di Romelu Lukaku nel 2023.

Caso Kalulu, la grazia negata e il confronto con Lukaku: perché la FIGC ha scelto diversamente

A intervenire è stato il ministro dello Sport Andrea Abodi, che a margine di una visita a Casa Italia a Milano ha dichiarato: "La rispetto, ma non la comprendo perché nel momento in cui diventa evidente e chiaro che c'è stato un errore, che è stato già pagato dal giocatore perché è stato espulso, io mi permetto di dire che forse serviva un po' di coraggio in più. Sarebbe stato opportuno". Parole misurate, ma che sottolineano un nodo centrale: il confine tra errore arbitrale e intervento istituzionale. La posizione della FIGC e il ruolo di Gravina Il presidente della Federazione, Gabriele Gravina, ha scelto di non intervenire. Dopo il rigetto del ricorso da parte della Corte Sportiva d’Appello, anche la richiesta di grazia avanzata dal club non ha avuto esito positivo. Pierre Kalulu, dunque, salterà la prossima gara di campionato e non sarà a disposizione di Luciano Spalletti per Juventus-Como. Il punto chiave, spiegano fonti federali, è nella natura dell’episodio. L’espulsione del difensore è arrivata per un secondo cartellino giallo in seguito a un’azione di gioco, decisione poi ritenuta errata alla luce delle immagini e del comportamento dell’avversario. Un errore tecnico, dunque, maturato sul campo. Ed è proprio qui che si gioca la differenza. Il precedente Lukaku: un caso diverso Nel 2023, a Romelu Lukaku fu revocata la seconda ammonizione e quindi la squalifica. Ma la cornice era radicalmente differente. All’epoca, la Procura Federale segnalò che l’attaccante belga aveva reagito a "gravi e ripetute manifestazioni di odio e discriminazione razziale da parte dei tifosi avversari". Non si trattava quindi di una valutazione tecnica su un contrasto o un fallo, bensì di un contesto esterno al gioco, con implicazioni etiche e disciplinari più ampie. Mettere sullo stesso piano i due episodi, secondo la Federazione, significa ignorare questa distinzione sostanziale. Il rischio del precedente La questione non è solo sportiva, ma istituzionale. Se il presidente federale avesse annullato la squalifica di Kalulu per un errore arbitrale, si sarebbe aperto un precedente delicato. Ogni club, in presenza di un errore evidente, avrebbe potuto chiedere un intervento diretto del vertice federale. E in una stagione in cui gli episodi controversi non sono mancati, il rischio di trasformare la grazia in uno strumento ordinario sarebbe stato concreto. La linea scelta dalla FIGC è quindi quella della separazione: gli errori tecnici restano nell’alveo delle decisioni arbitrali e degli organi di giustizia sportiva, senza sconfinare nell’intervento straordinario del presidente. Una decisione che divide La posizione di Andrea Abodi riflette un sentimento diffuso tra tifosi e addetti ai lavori: quando l’errore appare evidente, la tentazione di correggerlo è forte. Ma la Federazione ha privilegiato la coerenza sistemica rispetto al caso singolo. Una scelta che può non convincere tutti, ma che mira a preservare un equilibrio delicato tra campo, giustizia sportiva e vertice istituzionale.
Andrea Fiorentino · Redattore