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sabato 1 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Caso arbitri, l’AIA si difende: “Trasparenza e continuità, abbiamo agito subito”

L’AIA sottolinea poi un elemento centrale della propria difesa: la gestione dell’esposto presentato da Domenico Rocca.

Caso arbitri, l’AIA si difende: “Trasparenza e continuità, abbiamo agito subito”
Nel pieno della tempesta che sta investendo il sistema arbitrale italiano, arriva la presa di posizione ufficiale dell’AIA. Un intervento che prova a ristabilire una linea istituzionale tra accuse, indagini e tensioni crescenti.

Caso arbitri, l’AIA si difende: “Trasparenza e continuità, abbiamo agito subito”

Il tono è misurato, ma il messaggio è chiaro: l’associazione rivendica correttezza nelle procedure e garantisce continuità operativa. “Rammarico per quanto emerso” La nota si apre con una presa d’atto della situazione. L’AIA esprime “rammarico” per quanto emerso dagli organi di stampa in merito alla vicenda che coinvolge Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni. Una formula prudente, che evita giudizi ma riconosce la gravità del momento. Parallelamente, il Comitato Nazionale è chiamato a prendere decisioni operative per garantire che la macchina arbitrale continui a funzionare senza interruzioni. "L’obiettivo è assicurare la continuità della funzione tecnica", è la linea tracciata. Il passaggio chiave: l’esposto di Rocca L’AIA sottolinea poi un elemento centrale della propria difesa: la gestione dell’esposto presentato da Domenico Rocca. Secondo quanto dichiarato, il presidente Antonio Zappi avrebbe immediatamente trasmesso la documentazione alla Procura Federale della FIGC. Un passaggio che l’associazione evidenzia per dimostrare trasparenza e rispetto delle procedure. Non solo: viene ricordato anche che, in ambito sportivo, il procedimento era stato successivamente archiviato. Un dettaglio che oggi assume un peso diverso, alla luce degli sviluppi della giustizia ordinaria. Il nuovo regolamento e il ruolo dei supervisori Nel tentativo di rafforzare il quadro normativo, l’AIA richiama infine il nuovo regolamento tecnico entrato in vigore il 1° luglio 2025. Tra le novità principali, la possibilità per il responsabile della CAN (Commissione Arbitri Nazionale) di nominare un supervisore per ogni turno di gara, con il compito di analizzare le prestazioni arbitrali e redigere una relazione tecnica post-partita. Un sistema pensato per migliorare il controllo interno e la qualità delle decisioni, ma che oggi finisce inevitabilmente sotto osservazione alla luce delle polemiche sul ruolo di figure “esterne” nelle dinamiche VAR. Tra difesa e credibilità La posizione dell’AIA si inserisce in un equilibrio delicato. Da un lato, la necessità di difendere l’operato dell’associazione e dei suoi vertici. Dall’altro, l’urgenza di non compromettere ulteriormente la fiducia nel sistema. La scelta è quella di ribadire i fatti: l’esposto è stato trasmesso, le procedure sono state seguite, il sistema ha funzionato secondo le regole. Resta però una domanda di fondo, che va oltre le comunicazioni ufficiali: basterà questo a rassicurare un ambiente sempre più scosso? Il calcio italiano, ancora una volta, si trova a fare i conti con la propria credibilità. E ogni parola, da qui in avanti, peserà più del solito.
Andrea Fiorentino · Redattore