Big Rom is back! Lukaku salva gli azzurri sul fotofinish, scaligeri freddati al 96'
Il Napoli ritrova i tre punti al termine di una partita complicata, sporca, nervosa, che al Bentegodi ha rischiato di trasformarsi nell’ennesimo passo falso della stagione.
Pronti-via e segna Hojlund, poi la squadra di Conte, furibondo con l'arbitro per l'azione da cui nasce il corner che porta al pari di Akpa-Akpro, non la chiude. Ma all'ultimo secondo arrivano tre punti fondamentali per la Champions, la palla finisce in rete e regala tre punti importanti a Conte dopo tre partite senza vittoria.
Big Rom is back! Lukaku salva gli azzurri sul fotofinish, scaligeri freddati al 96'
Il Napoli ritrova i tre punti al termine di una partita complicata, sporca, nervosa, che al Bentegodi ha rischiato di trasformarsi nell’ennesimo passo falso della stagione. Contro un Verona in crisi profonda, la squadra di Conte vince 2-1 solo all’ultimo respiro grazie alla zampata di Lukaku, arrivata quando il pareggio sembrava ormai inevitabile.
Una vittoria che pesa, ma che lascia anche molte riflessioni aperte. Perché gli azzurri partono forte, si smarriscono strada facendo e vengono salvati soltanto nel recupero da un episodio, da una giocata isolata, da quel gol che evita un risultato che avrebbe avuto il sapore di un fallimento.
Un inizio fulmineo che illude il Napoli
Il match si accende subito. Dopo appena due minuti il Napoli passa in vantaggio, dando l’impressione di poter controllare la gara senza particolari difficoltà.
Vergara sfonda sulla corsia e mette in mezzo un pallone perfetto. Hojlund si inserisce con i tempi giusti e di testa batte Montipò.
Uno a zero immediato, partita in discesa, Verona stordito.
Dalla panchina Conte chiede calma.
"Non abbassiamoci, continuiamo a giocare", si sente urlare dalla zona tecnica.
Ma proprio quando il Napoli dovrebbe consolidare il vantaggio, la squadra perde ritmo. Il possesso diventa lento, le distanze si allungano e il Verona, pur con tutti i suoi limiti, resta dentro la partita.
Il Verona resiste e cresce, tra errori e nervosismo
I veneti arrivavano al Bentegodi con una classifica drammatica e una lunga serie senza vittorie, ma la gara contro il Napoli diventa per loro una questione di orgoglio.
La squadra di Sammarco difende con ordine e prova a colpire sulle palle inattive, intuendo che proprio lì gli azzurri possono andare in difficoltà.
Il Napoli, invece, spreca. Vergara ha l’occasione per chiudere il match, ma non trova la porta. Elmas prova a dare qualità, ma manca precisione negli ultimi metri. Conte cambia, inserisce energie fresche, ma la sensazione è che la partita sia ancora aperta.
Nella ripresa arriva l’episodio che riapre tutto: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, la difesa del Napoli non riesce a liberare con decisione, Hojlund prova a spazzare, ma il pallone resta lì, Akpa Akpro è il più veloce a reagire e calcia di prima intenzione, trovando il gol dell’1-1. Proteste. Su Buongiorno c’era fallo.
Si discute anche sulla posizione di Frese, considerata sospetta, ma l’arbitro lascia correre. Tant'è. La rete viene convalidata e il Napoli si ritrova improvvisamente in equilibrio contro una squadra che, sulla carta, avrebbe dovuto dominare. Con il punteggio fermo sull’1-1, il Napoli cambia volto.
Conte inserisce Lukaku e alza il baricentro, rinunciando alla prudenza, gli azzurri spingono con più uomini, ma si espongono anche al rischio di contropiede.
Il Verona resiste, Montipò salva, la partita scivola verso un pareggio che avrebbe fatto rumore.
Dalla panchina il tecnico azzurro continua a incitare:
"Ancora una, buttatela dentro, ancora una". E quell’ultima occasione arriva davvero: la zampata di Lukaku al 96', il gol che salva tutto. Corner, mischia, pallone basso dentro l’area: Lukaku si gira, anticipa il difensore e colpisce di sinistro, la palla entra. Gol. Partita finita.
Il Bentegodi resta in silenzio, mentre la panchina del Napoli esplode.
Il belga ritrova il gol dopo mesi e lo fa nel momento più pesante possibile, evitando al Napoli un pareggio che avrebbe complicato la corsa Champions. Il 2-1 finale permette al Napoli di restare in alto in classifica e di difendere il terzo posto, ma la partita di Verona conferma una tendenza che inizia a preoccupare.
La squadra segna subito, poi si spegne.
Non chiude le partite, concede troppo e vive spesso di episodi. Conte lo sa. Lo si capisce dallo sguardo a fine gara, più teso che soddisfatto.
HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò 5.5; Bella-Kotchap 5.5 (55' Frese 5.5), Nelsson 6, Edmundsson 6.5; Oyegoke 6 (70' Suslov 5), Akpa-Akpro 6.5 (82' Niasse NG), Gagliardini 6.5, Harroui 6 (82' Slotsager NG), Bradaric 6.5; Bowie 6, Sarr 5 (55' Mosquera 6). Allenatore: Paolo Sammarco 6
NAPOLI (3-4-2-1): Meret 6; Beukema 6, Buongiorno 6, Juan Jesus 6; Politano 6 (78' Mazzocchi 6), Lobotka 5 (73' Gilmour 6), Elmas 6, Spinazzola 5.5 (52' Gutierrez 6); Vergara 6 (78' Giovane 6), Alisson Santos 6.5 (73' Lukaku 7); Hojlund 6.5. Allenatore: Antonio Conte 6.
GOL: 2' Hojlund (N), 64' Akpa Akpro (V), 90+6' Lukaku (N)
ASSIST: -
AMMONITI: Akpa Akpro (V), Vergara (N), Sammarco (V), Conte (N), Elmas (N), Suslov (V), Harroui (V), Juan Jesus (N)
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