Balotelli si racconta: "In Serie A nessuno è più forte di me per qualità. L'ultimo gol dell'Italia ai Mondiali? È una tristezza"
Sul futuro non si sbilancia, ma chiarisce quale sarà il momento in cui deciderà di fermarsi: continuerà finché avrà la motivazione per allenarsi, competere e segnare, pur ammettendo che tutto ciò che ruota attorno al calcio professionistico lo entusiasma sempre meno.
Mario Balotelli torna a parlare senza filtri e lo fa con dichiarazioni destinate a far discutere. Nell'intervista esclusiva concessa a SportMediaset, l'attaccante dell'Al Ittifaq ripercorre il proprio presente, analizza il calcio italiano e lancia giudizi netti su Serie A, Inter, Milan e Nazionale, rivendicando ancora oggi il proprio valore tecnico.
Balotelli si racconta: "In Serie A nessuno è più forte di me per qualità. L'ultimo gol dell'Italia ai Mondiali? È una tristezza"
Reduce da sei reti nelle prime 14 presenze con il club saudita dopo il trasferimento dello scorso gennaio, Balotelli spiega di aver trovato l'ambiente ideale per proseguire la propria carriera. "Qui sto bene, il progetto è buono e questa squadra ha prospettive di miglioramento. E poi a Dubai si vive bene", racconta. Sul futuro non si sbilancia, ma chiarisce quale sarà il momento in cui deciderà di fermarsi: continuerà finché avrà la motivazione per allenarsi, competere e segnare, pur ammettendo che tutto ciò che ruota attorno al calcio professionistico lo entusiasma sempre meno.
La nuova stagione avrà anche un significato speciale, perché per la prima volta giocherà in una squadra ufficiale insieme al fratello Enock. Un'esperienza che Balotelli accoglie con entusiasmo e con il consueto spirito ironico: "Fisicamente è un animale, farà bene. E gli romperò le scatole".
Il passaggio più destinato a fare rumore riguarda però il campionato italiano. Balotelli non nasconde la nostalgia per la Serie A del passato, quella che, a suo dire, esprimeva un livello tecnico superiore rispetto all'attuale. Allo stesso tempo chiude quasi definitivamente la porta a un ritorno in Italia, indicando nell'esperienza al Genoa il suo ultimo tentativo. Secondo l'attaccante, il progetto rossoblù non è stato gestito nel modo corretto dalla società, nonostante una piazza che definisce straordinaria per passione e ambiente.
La convinzione nei propri mezzi resta intatta. "Per pura qualità io ancora oggi non vedo calciatori più forti di me in Italia", afferma, precisando però che il calcio moderno privilegia interpreti più dinamici e fisicamente strutturati. Una valutazione che, secondo Balotelli, non mette in discussione il valore dei migliori giocatori della Serie A, ma evidenzia semplicemente la mancanza di profili con caratteristiche tecniche simili alle sue.
Tra i temi affrontati emerge anche un ricordo amaro legato alla Nazionale. L'attaccante sottolinea come l'ultimo gol realizzato dall'Italia ai Mondiali porti ancora la sua firma, nella sfida contro l'Inghilterra del 2014. Un primato che, anziché rappresentare un motivo di orgoglio, considera il simbolo delle difficoltà vissute dagli Azzurri negli ultimi dodici anni. "Non è nulla di cui andare orgogliosi, anzi è una cosa triste", spiega.
Balotelli riflette poi sulle critiche ricevute durante la carriera, riconoscendo di aver commesso alcuni errori in gioventù ma respingendo l'idea di essere stato giudicato esclusivamente per quelli. "Qualche stupidata l'ho fatta, ero un giovane vivace", afferma, aggiungendo di avere comunque la coscienza pulita perché, a suo dire, non ha mai fatto del male a nessuno.
Parlando dell'Inter, spende parole di grande stima per Cristian Chivu, che considera un allenatore già quando era ancora calciatore. Ne apprezza l'intelligenza tattica, la capacità di leggere le partite e il rapporto diretto con il gruppo, indicando i nerazzurri come la squadra da battere nella prossima stagione.
Non manca una battuta su Zlatan Ibrahimović, oggi dirigente del Milan. Alla domanda sul nuovo ruolo dello svedese, Balotelli risponde con ironia: "Zlatan fa il dirigente di Zlatan", pur riconoscendogli la determinazione con cui affronta ogni esperienza professionale. Sul nuovo acquisto rossonero Gonçalo Ramos preferisce invece mantenere equilibrio, ricordando come la Serie A rappresenti spesso un banco di prova complesso anche per attaccanti di livello internazionale.
Ripensando alla propria carriera, conferma inoltre di essere stato vicino alla Juventus dopo l'esperienza al Manchester City, salvo poi scegliere il Milan, una decisione della quale dice di non essersi mai pentito.
Infine, guardando alla prossima stagione, Balotelli individua Inter e Napoli tra le principali candidate allo scudetto, aggiungendo la Roma come possibile sorpresa. Sul panorama internazionale, invece, non ha dubbi nell'indicare Lionel Messi come il miglior calciatore al mondo, davanti a Kylian Mbappé ed Erling Haaland.
Usiamo cookie tecnici e, previo consenso, cookie di profilazione per misurare il
traffico e mostrare annunci pertinenti. Puoi cambiare idea quando vuoi dalla
Cookie Policy.