LONDON, ENGLAND - MARCH 14: Riccardo Calafiori of Arsenal during the Premier League match between Arsenal and Everton at Emirates Stadium on March 14, 2026 in London, England. (Photo by Alex Pantling/Getty Images)
Tra il glamour di Hollywood e l'erba dei campi europei si consuma una delle coincidenze più affascinanti e surreali della storia recente del calcio. Anne Hathaway, icona del cinema mondiale, si è trasformata nell'inaspettato talismano dell'Arsenal. La sua apparizione sul red carpet de "Il diavolo veste Prada 2" con la maglia dei londinesi ha svelato un intreccio temporale che fa sognare i tifosi: i destini dei Gunners in Champions League sembrano indissolubilmente legati alle uscite cinematografiche della celebre pellicola. A vent'anni esatti di distanza, la storia si ripete.
Arsenal, cabala e cinema: a 20 anni di distanza i Gunners ritrovano la finale nell'anno del sequel
Il calcio moderno ha da tempo abbattuto i propri confini geografici, trasformandosi in un fenomeno pop globale capace di stregare anche l'élite di Hollywood. Ne è la prova inconfutabile Anne Hathaway: l'attrice americana, nata tra le strade di Brooklyn, non ha mai fatto mistero della sua viscerale e insospettabile passione per i colori del Nord di Londra. Tuttavia, nelle scorse settimane, il suo attaccamento all'Arsenal ha compiuto un salto di livello, invadendo prepotentemente i territori della haute couture e del jet set internazionale. In occasione della trionfale première de "Il diavolo veste Prada 2", la star ha letteralmente rubato la scena ai fotografi sfilando sul prestigioso red carpet hollywoodiano con un accessorio che nulla aveva a che fare con le grandi maison della moda parigina o milanese: una maglia ufficiale dell'Arsenal, appoggiata con studiata eleganza sulle spalle.
Ma ciò che ha definitivamente innalzato l'attrice allo status di idolo incontrastato della tifoseria londinese non è la semplice esibizione del tifo VIP, bensì una cabala numerica e temporale che ha dell'incredibile. Per il popolo dell'Emirates Stadium, la Hathaway è diventata la depositaria di una vera e propria profezia sportiva, legata a doppio filo al franchise cinematografico che l'ha consacrata. Scartabellando gli almanacchi, infatti, emerge un parallelismo da brividi. L'Arsenal aveva raggiunto la finale della massima competizione europea (fino ad oggi l'unica della sua centenaria storia) soltanto nel maggio del 2006, soccombendo sotto il cielo di Parigi contro il Barcellona. Esattamente lo stesso anno in cui le sale cinematografiche di tutto il mondo venivano travolte dal successo planetario del primo capitolo de "Il diavolo veste Prada", diretto da David Frankel.
Oggi, come in un perfetto e ciclico copione cinematografico, i pianeti si sono riallineati. Nel 2026, l'anno in cui il tanto atteso sequel del film approda sul grande schermo, l'Arsenal ritrova magicamente il palcoscenico più importante d'Europa. A vent'anni di distanza da quella notte amara, i Gunners si preparano a disputare la seconda finale di Champions League della loro storia, questa volta contro la corazzata del Paris Saint-Germain.
Andrea Alati
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