Arbitri, Valeri racconta la sfida in Grecia: "Qui c'era chi entrava in campo con una pistola, ma stiamo cambiando la cultura arbitrale"
L'ex internazionale italiano ha raccontato anche uno dei primi episodi affrontati dopo il suo insediamento. Alla designazione dell'arbitro per una gara tra Panathinaikos e Atromitos, il club ospite minacciò di non presentarsi se non fosse stato cambiato il direttore di gara.
Dopo aver diretto 225 partite in Serie A e maturato esperienze nelle principali competizioni internazionali, Paolo Valeri ha scelto di ripartire dalla Grecia.
Arbitri, Valeri racconta la sfida in Grecia: "Qui c'era chi entrava in campo con una pistola, ma stiamo cambiando la cultura arbitrale"
L'ex arbitro romano, oggi vicepresidente del settore arbitrale della Super League e responsabile del VAR, ha raccontato in un'intervista rilasciata a Il Messaggero la complessità del suo incarico, descrivendo un sistema calcistico storicamente segnato da forti tensioni, pressioni sui direttori di gara e rapporti delicati tra club, media e istituzioni.
Arrivato nel 2024, Valeri ha trovato un contesto molto diverso da quello italiano, ma anche la possibilità di incidere concretamente grazie alla fiducia ricevuta dalla federazione greca. "Mi è stata concessa carta bianca", ha spiegato al quotidiano romano, annunciando anche il rinnovo del suo incarico fino al 2028. Una scelta maturata dopo essersi innamorato del Paese e del progetto tecnico che gli è stato affidato.
Il dirigente arbitrale ha evidenziato come il calcio greco sia fortemente influenzato dal peso politico e sportivo dei quattro grandi club – Olympiacos, Panathinaikos, AEK Atene e PAOK – capaci di orientare gran parte delle decisioni strategiche del movimento. Un equilibrio consolidato nel tempo che, secondo Valeri, rende ancora più delicato il lavoro di chi è chiamato a garantire imparzialità e credibilità arbitrale.
Tra gli aspetti più critici emersi nell'intervista c'è il clima di forte conflittualità che per anni ha accompagnato il calcio ellenico. Valeri ha ricordato episodi di estrema violenza, parlando di aggressioni, intimidazioni e campagne mediatiche particolarmente aggressive, alimentate anche dal fatto che alcuni proprietari dei club controllano televisioni e quotidiani. Una situazione che ha spesso generato disinformazione e polemiche attorno all'operato degli arbitri.
Per rafforzare la trasparenza, la nuova governance arbitrale ha introdotto una procedura che consente alle società di ascoltare, su richiesta, gli audio delle comunicazioni VAR. Pur senza renderli pubblici, questa apertura ha contribuito, secondo Valeri, ad aumentare la fiducia nei confronti del sistema e a ridurre parte delle contestazioni.
L'ex internazionale italiano ha raccontato anche uno dei primi episodi affrontati dopo il suo insediamento. Alla designazione dell'arbitro per una gara tra Panathinaikos e Atromitos, il club ospite minacciò di non presentarsi se non fosse stato cambiato il direttore di gara. La federazione, però, mantenne la propria posizione, facendo sapere che un'eventuale assenza avrebbe comportato la sconfitta a tavolino. Un segnale, secondo Valeri, della volontà di difendere finalmente l'autonomia delle designazioni.
La sfiducia verso gli arbitri greci resta comunque uno dei principali nodi da sciogliere. Ancora oggi le sfide tra le quattro grandi vengono affidate, per regolamento, a direttori di gara stranieri, una soluzione nata per contenere le polemiche ma che certifica le difficoltà del movimento arbitrale nazionale. L'obiettivo della nuova dirigenza è riportare gradualmente gli arbitri greci nelle partite più importanti, dopo i riscontri positivi ottenuti nelle recenti finali di Coppa e Supercoppa.
Valeri ha inoltre spiegato come molti arbitri fossero condizionati dal timore di commettere errori contro le squadre più potenti, consapevoli che una decisione contestata avrebbe potuto tradursi in lunghi periodi senza designazioni. Per questo motivo il nuovo corso punta anche a ricostruire serenità e indipendenza psicologica, intervenendo internamente sulle prestazioni senza alimentare processi mediatici.
Nel ripercorrere la storia recente del calcio greco, l'ex arbitro ha ricordato uno degli episodi simbolo della crisi del sistema: l'ingresso in campo armato del proprietario del PAOK nel 2018, evento che contribuì alla sospensione del campionato. "C'è chi è entrato in campo con la pistola", ha ricordato a Il Messaggero, sottolineando come da allora siano stati introdotti provvedimenti più severi, tra cui il divieto di trasferte dei tifosi nei big match e il progressivo sviluppo della tecnologia VAR.
L'intervista si è conclusa con uno sguardo rivolto all'Italia. Valeri ha espresso alcune riflessioni sull'organizzazione arbitrale italiana, sostenendo che l'esperienza maturata in Serie A non sia, da sola, sufficiente per ricoprire ruoli altamente specialistici come quelli legati al VAR. Ha inoltre ribadito la necessità di interventi più incisivi contro le aggressioni agli arbitri, soprattutto nei campionati dilettantistici, auspicando sanzioni molto più severe per chi si rende protagonista di episodi di violenza.
L'esperienza di Paolo Valeri in Grecia rappresenta oggi un laboratorio di riforma arbitrale che punta a rafforzare indipendenza, trasparenza e autorevolezza dei direttori di gara in uno dei contesti più complessi del calcio europeo, con l'obiettivo di restituire credibilità a un sistema che per anni è stato segnato da profonde tensioni.
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