Arbitri, nuovo caso nell’AIA: esposto su Ferrieri Caputi, indaga la Procura Federale
La questione non riguarda soltanto una singola valutazione arbitrale. Dietro il caso si intreccia il sistema delle dismissioni annuali previste dall’Associazione Italiana Arbitri.
Il calcio italiano si ritrova nuovamente alle prese con tensioni legate al sistema arbitrale. Un esposto inviato alla Procura Federale FIGC e alla magistratura ordinaria riaccende il dibattito sulle valutazioni di fine stagione, sulle dinamiche interne dell’AIA e sui meccanismi che regolano conferme e dismissioni dei direttori di gara. Al centro della vicenda compaiono Maria Sole Ferrieri Caputi, Federico Dionisi e le designazioni dell’ultima giornata di Serie A 2025-26.
Arbitri, nuovo caso nell’AIA: esposto su Ferrieri Caputi, indaga la Procura Federale
La segnalazione porta la firma di Guido Alfonsi, presidente della sezione arbitrale dell’Aquila, che contesta una serie di passaggi ritenuti anomali nella gestione degli osservatori arbitrali e nell’attribuzione dei voti destinati a determinare la graduatoria finale degli arbitri di Serie A e B.
Ferrieri Caputi, il voto contestato e il cambio nelle designazioni
L’episodio sotto esame riguarda Lazio-Pisa, una delle gare dell’ultima giornata di campionato. Secondo quanto ricostruito nell’esposto, inizialmente era prevista una determinata assegnazione degli osservatori arbitrali, successivamente modificata attraverso uno scambio di designazioni tra Lazio-Pisa e Napoli-Udinese.
Una variazione che, secondo Alfonsi, merita approfondimenti perché direttamente collegata alla valutazione finale della prestazione arbitrale di Maria Sole Ferrieri Caputi. L’arbitra avrebbe ricevuto un voto di 8,40, giudizio ritenuto insufficiente per mantenere una posizione utile nella graduatoria stagionale.
Ed è proprio su questo punto che il documento utilizza i toni più duri. Nell’esposto si sostiene infatti che quella valutazione non rispecchierebbe l’andamento della gara e che il punteggio assegnato apparirebbe, testualmente, "indotto dall’alto". Si tratta di un’accusa pesante, che adesso dovrà essere verificata nelle sedi competenti.
Perché il voto a Ferrieri Caputi avrebbe inciso su Dionisi e Rapuano
La questione non riguarda soltanto una singola valutazione arbitrale. Dietro il caso si intreccia il sistema delle dismissioni annuali previste dall’Associazione Italiana Arbitri.
A fine stagione, infatti, alcuni direttori di gara vengono esclusi dall’organico sulla base dell’anzianità e della posizione occupata nella graduatoria di rendimento. Secondo la ricostruzione contenuta nell’esposto, il punteggio attribuito a Ferrieri Caputi avrebbe modificato gli equilibri della classifica finale.
Un voto differente avrebbe potuto cambiare la soglia della top 25, incidendo indirettamente sul destino di Antonio Rapuano e soprattutto di Federico Dionisi, arbitro della sezione dell’Aquila la cui dismissione rappresenta uno dei punti centrali della contestazione.
La tesi avanzata da Alfonsi è netta: senza quella specifica valutazione, il quadro finale delle esclusioni sarebbe potuto risultare diverso.
La Procura FIGC apre un fascicolo: interrogatori e documenti sotto esame
La vicenda ha già prodotto una conseguenza concreta. La Procura Federale ha infatti aperto un fascicolo d’indagine per verificare il contenuto delle accuse e ricostruire la catena decisionale legata alle designazioni e alle valutazioni contestate.
Il procuratore Giuseppe Chinè, secondo quanto emerso, avrebbe deciso di acquisire documentazione e ascoltare i soggetti coinvolti per capire se esistano elementi utili a eventuali provvedimenti disciplinari.
Tra i nomi che potrebbero entrare nel perimetro dell’approfondimento compare anche Dino Tommasi, designatore arbitrale ad interim subentrato dopo l’autosospensione di Gianluca Rocchi, coinvolto nell’indagine aperta dalla Procura di Milano.
I tempi dell’inchiesta federale sono già delineati: sessanta giorni per l’attività istruttoria, con la possibilità di una proroga supplementare.
Estate delicata per il sistema arbitrale italiano
L’inchiesta arriva in una fase già complessa per il mondo arbitrale. Tra il caso Rocchi, il dibattito sulle governance interne dell’AIA e le polemiche sui criteri di valutazione, il sistema si prepara a vivere settimane di forte pressione istituzionale.
L’esposto di Alfonsi, al momento, rappresenta una denuncia formale che dovrà essere sottoposta a verifiche e accertamenti. Sarà il lavoro della Procura Federale a stabilire se le anomalie segnalate siano il risultato di semplici procedure contestate o se esistano responsabilità tali da aprire un nuovo capitolo giudiziario nel calcio italiano.
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