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sabato 1 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Altobelli bloccato in Kuwait, il dolore per Beccalossi: “Non riuscirò a essere al funerale”

“Sono devastato, non esistono voli che mi permettano di arrivare in tempo. Già per venire qui avevo impiegato due giorni, con ore interminabili di attesa durante gli scali. Ho provato in tutti i modi, ma non ci sono alternative”.

Altobelli bloccato in Kuwait, il dolore per Beccalossi: “Non riuscirò a essere al funerale”
Certe amicizie riescono ad attraversare il tempo, il calcio e perfino le distanze. Quella tra Alessandro Altobelli ed Evaristo Beccalossi era una di queste. Per questo, l’impossibilità di partecipare all’ultimo saluto all’ex fantasista dell’Inter ha colpito profondamente “Spillo”, rimasto bloccato in Kuwait senza la possibilità di rientrare in Italia in tempo per i funerali.

Altobelli bloccato in Kuwait, il dolore per Beccalossi: “Non riuscirò a essere al funerale”

Le esequie di Beccalossi sono state celebrate a Brescia, nella chiesa della Conversione di San Paolo, nel quartiere di San Polo. Altobelli aveva tentato fino all’ultimo di trovare una soluzione per raggiungere l’Italia, ma la situazione legata ai collegamenti aerei nel Golfo gli ha impedito di partire in tempo utile. Addio a Evaristo Beccalossi, il talento libero che ha segnato un’epoca dell’Inter L’ex attaccante nerazzurro, oggi impegnato in Kuwait come opinionista televisivo per una rete che segue il campionato di Serie A, ha raccontato tutta la propria amarezza parlando di un viaggio diventato impossibile da organizzare. “Sono devastato, non esistono voli che mi permettano di arrivare in tempo. Già per venire qui avevo impiegato due giorni, con ore interminabili di attesa durante gli scali. Ho provato in tutti i modi, ma non ci sono alternative”. Parole che restituiscono il senso di impotenza di chi avrebbe voluto essere presente accanto alla famiglia e agli amici di una persona considerata molto più di un semplice ex compagno di squadra. Un legame nato a Brescia e diventato fratellanza all’Inter La storia tra Altobelli e Beccalossi affonda le radici nei primi anni Settanta. I due si conobbero giovanissimi al Brescia, condividendo sogni, spogliatoi e l’inizio del percorso nel calcio professionistico. Un’amicizia cresciuta nel tempo e rafforzata poi dall’esperienza comune all’Inter. Altobelli arrivò in nerazzurro nel 1977. Un anno più tardi fu raggiunto proprio da Beccalossi, destinato a diventare uno dei giocatori più iconici e imprevedibili della squadra milanese. In campo erano diversi per caratteristiche, ma perfettamente complementari nello spirito e nel modo di vivere il calcio. Anche dopo la separazione sportiva — con Beccalossi trasferitosi alla Sampdoria nel 1984 e Altobelli rimasto all’Inter fino al 1988 — il rapporto non si era mai interrotto. I due avevano continuato a frequentarsi, mantenendo un legame autentico, costruito ben oltre il terreno di gioco. Il ricordo di Beccalossi tra calcio e umanità Negli anni, Beccalossi era rimasto nel cuore dei tifosi interisti non soltanto per il talento elegante e imprevedibile mostrato in campo, ma anche per il carattere genuino e diretto. Un calciatore capace di dividere e incantare, spesso fuori dagli schemi, ma profondamente amato da chi lo aveva conosciuto davvero. Altobelli, in più occasioni, aveva raccontato il rapporto speciale che li univa, definendo Beccalossi “un fratello” prima ancora che un ex compagno di squadra. L’assenza forzata al funerale rappresenta quindi un dolore ulteriore in un momento già carico di emozione. La loro amicizia, iniziata oltre mezzo secolo fa sui campi di Brescia e proseguita tra le grandi sfide vissute con la maglia dell’Inter, resta una delle storie umane più sincere legate al calcio italiano di quegli anni.
Andrea Fiorentino · Redattore