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venerdì 31 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Aia, Rocchi scuote il sistema arbitrale: "Errore evidente su Kalulu, ma il calcio deve fare autocritica"

Un passaggio che suona come una chiamata collettiva alla responsabilità: giocatori, allenatori, dirigenti. "Siamo l’ultimo sfogo di tutti. Ma qualcuno dovrebbe farsi un esame di coscienza", aggiunge con tono diretto.

Gianluca Rocchi designatore arbitri serie A
All’indomani di Inter-Juventus, il dibattito non si placa. Al centro delle polemiche resta l’episodio che ha indirizzato la gara: l’espulsione di Pierre Kalulu per doppia ammonizione dopo un contatto giudicato troppo lieve con Alessandro Bastoni.

Aia, Rocchi scuote il sistema arbitrale: "Errore evidente su Kalulu, ma il calcio deve fare autocritica"

Una decisione che ha acceso lo scontro mediatico e istituzionale, fino all’intervento diretto del designatore arbitrale Gianluca Rocchi. In un confronto serrato con l’Ansa, Rocchi non cerca alibi. "L’errore di La Penna è chiaro", ammette. Ma accanto alla presa di responsabilità, emerge un’accusa più ampia: "C’è anche una simulazione evidente. Non possiamo far finta di nulla. In questo campionato si tenta in ogni modo di fregarci". Il caso Inter-Juventus e il limite del protocollo VAR 4 La partita tra Inter e Juventus è stata segnata dall’espulsione di Kalulu, maturata dopo il contatto con Bastoni. Un episodio valutato in campo come meritevole di ammonizione, la seconda per il difensore bianconero. Il punto, però, è procedurale prima ancora che tecnico. Rocchi sottolinea un aspetto cruciale: "Siamo dispiaciuti per la decisione chiaramente errata e per non aver potuto utilizzare il Var per correggerla". Il regolamento, infatti, non consente l’intervento della tecnologia sulle seconde ammonizioni. Una zona grigia che riapre il tema della revisione del protocollo VAR. Il designatore non si limita a difendere la categoria arbitrale. Parla di necessità di aggiornamento normativo, lasciando intendere che l’attuale sistema non sia più adeguato alla velocità e alla pressione del calcio moderno. Simulazioni e responsabilità condivise Nel suo intervento, Rocchi allarga il campo dell’analisi. "La Penna è mortificato e gli siamo vicini, ma non è l’unico ad aver sbagliato", spiega. Il riferimento è chiaro: il contatto tra Bastoni e Kalulu sarebbe stato accentuato. Il tema delle simulazioni torna centrale nel dibattito calcistico italiano. Secondo Rocchi, esiste un problema culturale: la ricerca sistematica del contatto minimo per indurre l’errore arbitrale. "Noi ammettiamo pubblicamente gli sbagli ogni settimana. Ma non sento nessuno dire 'anche noi abbiamo sbagliato'. Basterebbe accadesse il 10% delle volte". Un passaggio che suona come una chiamata collettiva alla responsabilità: giocatori, allenatori, dirigenti. "Siamo l’ultimo sfogo di tutti. Ma qualcuno dovrebbe farsi un esame di coscienza", aggiunge con tono diretto. Le parole di Chiellini e la tensione istituzionale A rendere ancora più teso il clima sono state le dichiarazioni post-partita di Giorgio Chiellini, Director of Football Strategy della Juventus. Dopo il match, ai microfoni di Sky, l’ex difensore ha puntato il dito contro il sistema arbitrale. "Il livello non è adeguato, così non si può andare avanti", ha dichiarato Chiellini, facendo riferimento anche a Rocchi. "C’è un gruppo che non funziona. Il protocollo va cambiato, stasera ne abbiamo avuto la prova". Un attacco frontale che testimonia la frattura crescente tra club e classe arbitrale. Rocchi, pur senza replicare direttamente, ha ribadito la necessità di un confronto costruttivo, evitando la personalizzazione dello scontro. Possibile stop per La Penna Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, per Federico La Penna potrebbe arrivare uno stop di circa un mese. Una pausa tecnica che lo terrebbe lontano dalla Serie A fino alla seconda metà di marzo. Una decisione che, se confermata, rappresenterebbe una misura interna di gestione dell’errore. Non una sanzione punitiva, ma un periodo di riflessione e valutazione, come spesso accade in casi analoghi. Il precedente Saelemaekers e il caso Vergara Il riferimento di Rocchi alle simulazioni si inserisce in un contesto già infiammato nelle scorse settimane. A fine gennaio, Alexis Saelemaekers aveva dichiarato al Corriere dello Sport: "Se in area ti senti toccare, il più delle volte non resti in piedi, vai giù. Lo vedi fare agli altri e lo fai anche tu". Parole che avevano sollevato polemiche sull’etica competitiva. Pochi giorni dopo, in Genoa-Napoli del 7 febbraio, Antonio Vergara era finito al centro delle discussioni per un episodio da rigore rivisto al Var. A fine gara aveva ammesso con spontaneità: "Ho sentito toccarmi e ho pensato 'ah, che gioia'". Una frase che sui social è stata interpretata come la rivendicazione di una furbizia più che di un fallo netto. Un sistema da riformare? Il caso Bastoni-Kalulu diventa così il simbolo di un equilibrio fragile. Da una parte l’errore umano, inevitabile ma correggibile. Dall’altra una cultura del contatto esasperato che mette sotto pressione chi deve decidere in frazioni di secondo. Rocchi lancia un messaggio che va oltre la singola partita: il calcio italiano deve interrogarsi sul proprio modello. Tecnologia, regolamenti, comportamento in campo. Tutto è interconnesso. "Vogliamo dire che è sempre colpa dell’arbitro? Benissimo. Ma io credo che il problema sia più ampio", è il senso del suo ragionamento. La sfida, ora, è trasformare la polemica in riforma. Perché Inter-Juventus non resti soltanto l’ennesimo episodio controverso, ma l’occasione per rivedere un sistema che mostra crepe sempre più evidenti.
Andrea Fiorentino · Redattore