Calcio · Napoli · Serie A · Calciomercato Instagram · Facebook · X · YouTube
giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
Google News
Serie A

Addio a Evaristo Beccalossi, il talento libero che ha segnato un’epoca dell’Inter

È morto a Brescia lo storico centrocampista dell’FC Internazionale Milano, ricoverato da tempo in condizioni critiche dopo il malore che lo aveva colpito nel gennaio 2025.

Addio a Evaristo Beccalossi, il talento libero che ha segnato un’epoca dell’Inter
È morto a Brescia Evaristo Beccalossi, una delle bandiere dell'Inter, storico centrocampista della squadra milanese. L'ex calciatore e dirigente sportivo, che prima di militare in nerazzurro giocò anche nella sua città, Brescia, avrebbe compiuto 70 anni tra pochi giorni, il 12 maggio. Da un anno le sue condizioni di salute erano critiche dopo un malore accusato a gennaio 2025 e un lungo periodo di coma. Beccalossi, dal coma al risveglio: 47 giorni di paura e speranza Il decesso è avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì in clinica Poliambulanza a Brescia, dove Beccalossi era ricoverato.

Addio a Evaristo Beccalossi, il talento libero che ha segnato un’epoca dell’Inter

Per la gente che l’ha applaudito e adorato, Evaristo Beccalossi era soltanto il numero dieci dell’Inter, da non condividere, da non concedere nemmeno all’azzurro della Nazionale. In verità per lui era un cruccio, che lo portò a pronunciare la storica frase “Sono Evaristo, scusate se insisto”, ma per Enzo Bearzot non era inseribile nel Club Italia che ci regalò il Mondiale 1982. Nemmeno una chiamata. Il calcio italiano perde una delle sue figure più riconoscibili. È morto a Brescia Evaristo Beccalossi, storico centrocampista dell’FC Internazionale Milano, ricoverato da tempo in condizioni critiche dopo il malore che lo aveva colpito nel gennaio 2025. Avrebbe compiuto 70 anni il prossimo 12 maggio. Il decesso è avvenuto nella notte presso la clinica Poliambulanza. Una carriera legata a doppio filo ai colori nerazzurri Beccalossi è stato uno dei simboli dell’Inter tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta. Arrivato dal Brescia nel 1978, si impose rapidamente come uno dei volti più rappresentativi della squadra. Con la maglia nerazzurra ha collezionato oltre duecento presenze, contribuendo alla conquista dello scudetto 1979-1980 e della Coppa Italia 1981-1982. Il suo nome resta associato a una precisa idea di calcio: tecnica, intuizione, libertà espressiva. Un modo di stare in campo che lo rese immediatamente riconoscibile e profondamente legato al pubblico di San Siro. Il ricordo dell’Inter: “Ci sembra impossibile” La società ha affidato a un lungo messaggio il proprio saluto, sottolineando il legame mai interrotto con il giocatore anche dopo la fine della carriera. Un ricordo che attraversa le sue qualità tecniche, ma anche la sua personalità dentro e fuori dal campo. Beccalossi viene descritto come un talento naturale, capace di interpretare il ruolo del fantasista con uno stile personale, fatto di dribbling, visione di gioco e giocate imprevedibili. Un profilo che lo ha reso uno dei calciatori più amati dai tifosi nerazzurri. Oltre il campo: una presenza costante nel calcio Dopo aver lasciato il calcio giocato, Beccalossi è rimasto nell’ambiente, tra attività dirigenziali e partecipazioni televisive. Una presenza riconoscibile, che ha contribuito a mantenerne viva la memoria anche tra le generazioni più giovani. Il legame con l’Inter, in particolare, non si è mai interrotto. La sua figura è rimasta parte integrante della storia del club, anche lontano dal terreno di gioco. Il cordoglio del mondo del calcio Alla diffusione della notizia sono seguiti numerosi messaggi di cordoglio da parte di tifosi, addetti ai lavori e protagonisti del calcio italiano. Tra questi anche quello del giornalista Ivan Zazzaroni, che ha ricordato Beccalossi come uno dei giocatori più amati per la sua originalità tecnica. La scomparsa di Beccalossi segna la perdita di un interprete autentico del calcio di fantasia, capace di lasciare un’impronta precisa in un’epoca e in una squadra. Un’eredità tecnica e simbolica Più dei numeri, resta il segno lasciato dal suo stile. Beccalossi è stato un calciatore fuori dagli schemi, capace di alternare momenti di brillantezza a fasi meno continue, senza mai perdere il favore del pubblico. La sua storia resta legata all’Inter e a un modo di intendere il calcio che privilegiava l’estro e la creatività. Un’eredità che continua a essere riconosciuta come parte integrante della tradizione nerazzurra.
Andrea Fiorentino · Redattore