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sabato 8 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Processo Maradona, la testimonianza choc di Taffarel: "Non si alzava, non voleva mangiare né lavarsi"

A quasi sei anni dalla morte di Diego Armando Maradona, il processo sulle presunte responsabilità dell'équipe sanitaria che seguiva l'ex campione argentino continua a far emergere nuovi elementi.

Maradona
A quasi sei anni dalla morte di Diego Armando Maradona, il processo sulle presunte responsabilità dell'équipe sanitaria che seguiva l'ex campione argentino continua a far emergere nuovi elementi.

Processo Maradona, la testimonianza choc di Taffarel: "Non si alzava, non voleva mangiare né lavarsi"

Nell'aula di San Isidro, nell'area metropolitana di Buenos Aires, è stata particolarmente significativa la testimonianza di Nicolás Taffarel, massaggiatore personale del Pibe de Oro, che ha raccontato le condizioni fisiche e psicologiche vissute da Maradona nelle settimane precedenti alla sua scomparsa, avvenuta il 25 novembre 2020. Davanti ai giudici, Taffarel ha descritto un quadro di progressivo peggioramento: "Non si alzava dal letto, non voleva mangiare e non voleva lavarsi". Secondo il suo racconto, aveva più volte manifestato le proprie preoccupazioni ai professionisti che avevano in cura Maradona, chiedendo controlli più frequenti e un monitoraggio quotidiano delle sue condizioni. "Ho fatto presente i problemi che riscontravo in lui, ma non ho visto né azioni concrete né una rapida risoluzione", ha dichiarato il massaggiatore durante l'udienza, spiegando di aver notato anche evidenti segnali fisici: "Era gonfio, aveva le gambe gonfie". Taffarel ha raccontato di aver ricevuto rassicurazioni dai medici, che lo invitavano a mantenere la calma: "Mi dicevano di stare tranquillo, che queste cose sarebbero passate. Quando sei nervoso, ti fidi di loro, ti dici che passerà, che tutto si risolverà. Ma non è successo". Uno dei passaggi più toccanti della deposizione ha riguardato l'ultimo incontro tra il massaggiatore e Maradona, avvenuto il 24 novembre 2020, soltanto un giorno prima della morte. Taffarel ha ricordato di avergli proposto di trascorrere qualche momento insieme davanti a un mate, ma l'ex fuoriclasse argentino avrebbe rifiutato: "Mi disse: 'Non voglio niente, Taffita, basta così'. Gli chiesi cosa intendesse e lui rispose: 'Niente, basta così'". Quelle parole, pronunciate con l'espressione spagnola "ya está", sono diventate uno dei ricordi più discussi dell'ultima giornata di vita di Maradona, interpretate nel tempo con significati diversi, da un semplice "va bene così" fino a una frase dal peso più drammatico. Il procedimento giudiziario dovrà ora chiarire il ruolo dei sette professionisti sanitari imputati, accusati dalla procura di possibili omissioni e negligenze nell'assistenza fornita al campione argentino. Secondo le perizie, Maradona sarebbe morto dopo diverse ore di agonia, ma sulla ricostruzione precisa delle tempistiche e sulle eventuali responsabilità restano ancora molti punti da chiarire. Gli imputati hanno respinto le accuse, sostenendo di aver agito rispettando le proprie competenze e negando un collegamento diretto tra il proprio operato e il decesso dell'ex capitano della Nazionale argentina. Durante il processo sono emersi anche alcuni messaggi delle persone incaricate della sicurezza di Maradona, nei quali, dopo la sua morte, venivano espresse preoccupazioni sul possibile coinvolgimento dei medici e sulle conseguenze giudiziarie della vicenda. La verità processuale dovrà stabilire cosa accadde realmente negli ultimi giorni di vita di Diego Maradona. Un'indagine lunga e complessa, che continua a riportare alla luce testimonianze e dettagli su una delle figure più amate e controverse della storia del calcio mondiale.
Andrea Fiorentino · Redattore