STRISCIONE VERONA - Proseguono le indagini per identificare gli autori dello striscione apparso a Verona che invitava Russa e Ucraina a bombardare la città di Napoli. Un messaggio orrido e vergognoso, che ha scatenato non solo l'indignazione dei napoletani ma anche del Governatore veneto Zaia, che all'indomani ha preso le distanze dalla Curva Sud. Proprio la curva gialloblù ieri è stata chiusa dal Giudice Sportivo per cori razzisti, mentre per lo striscione si attende la relazione della Digos.
Striscione Verona, dopo l'indagine della Digos verrà aperta un'inchiesta dalla Procura: cosa rischiano gli autori
"L'imputazione che rischiano gli autori dello striscione è quella di istigazione a delinquere con l'aggravante dell'odio razziale". Queste le parole del dottor Bruno Francesco Bruni, procuratore reggente di Verona, che ha rilasciato alcune dichiarazioni a IlCorriere Veneto: "Attendiamo di ricevere la relazione della Digos, dopodiché apriremo ufficialmente un'inchiesta. Siamo davanti a un gesto che per colpa dell'irresponsabilità di un singolo o comunque di un manipolo ristrettissimo di persone getta discredito su Verona e su tutta la tifoseria".
La Questura comunque sta lavorando attraverso le immagini delle telecamere a circuito chiuso dello stadio e di tutta la zona per risalire ai responsabili. Una volta individuati gli autori - si legge su Il Mattino - scatterà la denuncia: potrebbero essere denunciati per la violazione della legge Mancino ed è possibile che possa scattare il Daspo. Dal lavoro della Digos è stato riscontrato che lo striscione è stato affisso e poi subito dopo rimosso in un parcheggio distante 300 metri dallo stadio. Il fatto può essere avvenuto sabato, giorno in cui la foto è diventata vira, oppure nei giorni precedenti al match.
Serena Grande
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