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mercoledì 5 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Diritti Tv 2029-2034, l'AGCM apre la consultazione: la Serie A studia pacchetti flessibili e il Canale di Lega

L'Antitrust ha avviato la consultazione pubblica sulle Linee Guida per i diritti Tv della Serie A nel quinquennio 2029-2034. Tra flessibilità dei pacchetti, no ai monopoli assoluti e aperture ai social creator, la Lega Calcio si prepara al futuro del mercato audiovisivo, tenendo pronta la rivoluzione del "Canale di Lega" proprietario nel caso in cui le offerte dei broadcaster non dovessero raggiungere il prezzo minimo.

Diritti Tv 2029-2034, l'AGCM apre la consultazione: la Serie A studia pacchetti flessibili e il Canale di Lega

Il calcio italiano si prepara a scrivere un nuovo, cruciale capitolo della sua storia mediatica e finanziaria. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha ufficialmente dato il via libera a una consultazione pubblica relativa alle Linee Guida per la commercializzazione dei diritti audiovisivi della Serie A. Un documento strategico e attesissimo, depositato lo scorso 23 luglio, che detterà le regole del gioco per il quinquennio sportivo che andrà dalla stagione 2029/2030 fino alla 2033/2034.

Diritti audiovisivi, il piano della Serie A contro il calo dei ricavi: flessibilità totale e no ai monopoli

L'ecosistema televisivo, d'altronde, sta mutando a una velocità vertiginosa. L'attuale assetto, caratterizzato dall'egemonia di DAZN per l'intero palinsesto e dalla co-esclusiva di Sky su tre finestre settimanali, appare già come un modello appartenente al passato. I vertici della Lega Serie A osservano con lucida apprensione un mercato in cui il valore dei diritti nazionali ha registrato un "limitato decremento", schiacciato dall'ingombrante concorrenza della nuova maxi-Champions League, capace di drenare e deviare le priorità di investimento dei grandi network. In questo contesto, le trasmissioni digitali non rappresentano più una semplice alternativa per appassionati tech, ma si sono consacrate come il mezzo primario di fruizione. Il calcio, in tutta Europa, è ormai terra di conquista per le piattaforme OTT (Over-The-Top).

Per affrontare questa transizione, le nuove Linee Guida – come analizzato da digitalnews.it – puntano su un concetto chiave: la flessibilità estrema. La Lega si riserva la possibilità di impacchettare i diritti "per piattaforma" o "per prodotto", innescando una competizione diretta tra satellite, web e digitale terrestre. Il faro dell'Antitrust resta il divieto di posizioni dominanti, impedendo di fatto a un singolo operatore di monopolizzare le esclusive assolute su ogni singola piattaforma. Notevole anche lo sforzo per modernizzare il linguaggio e intercettare la Generazione Z, con aperture a partnership mirate con creator digitali e piattaforme social per la distribuzione di contenuti "near live" e highlights. Sul fronte tecnico, la macchina organizzativa promette di fare un ulteriore salto nel futuro, con il centro IBC di Lissone pronto a supportare trasmissioni in 4K e 8K (con un tariffario produttivo che spazierà dagli 8.000 euro per un evento base fino ai 69.000 euro per i match di cartello).

Ma la vera spada di Damocle che pende sulla testa dei broadcaster tradizionali è il cosiddetto "Canale di Lega". Non si tratta più di un semplice bluff da sfoggiare al tavolo delle trattative per rialzare il prezzo: se le offerte per il quinquennio non dovessero raggiungere i parametri minimi prefissati, la Serie A è pronta a trasformarsi in editore di sé stessa. Una rivoluzione epocale che vedrebbe i club distribuire il prodotto direttamente ai tifosi (B2C) o tramite accordi strutturati con terze parti (B2B2C), mantenendo il controllo assoluto sui contenuti editoriali, sugli abbonamenti e sulla preziosa raccolta pubblicitaria.

Andrea Alati

Andrea Alati · Redattore