Tennis, Darderi racconta la sua ripartenza: "Dopo lo stop è dura, il tennis non aspetta nessuno". E spunta la passione per il Napoli
Luciano Darderi continua il suo percorso nella stagione più importante della carriera e, attraverso il racconto affidato alla Gazzetta dello Sport, ha svelato emozioni, difficoltà e obiettivi di un'annata vissuta tra grandi risultati e momenti complicati.
Luciano Darderi continua il suo percorso nella stagione più importante della carriera e, attraverso il racconto affidato alla Gazzetta dello Sport, ha svelato emozioni, difficoltà e obiettivi di un'annata vissuta tra grandi risultati e momenti complicati.
Tennis, Darderi racconta la sua ripartenza: "Dopo lo stop è dura, il tennis non aspetta nessuno". E spunta la passione per il Napoli
Il tennista azzurro, numero 22 del ranking ATP, ha raccontato il difficile rientro dopo l'operazione alle tonsille e il forte legame con il mondo Napoli, una passione che lo accompagna anche lontano dai campi.
Lo stop medico ha rappresentato un ostacolo inatteso per Darderi, che ha dovuto fermarsi per circa due settimane e rinunciare al torneo del Queen's prima di tornare in campo a Maiorca in vista di Wimbledon. Il rientro, però, non è stato semplice: nonostante fosse arrivato da protagonista sulla terra rossa, il tennista italiano ha dovuto fare i conti con il ritmo frenetico del circuito.
"Fermare una macchina che corre a pieni giri e poi rimetterla in pista non è semplice", ha spiegato Darderi, sottolineando come nel tennis moderno basti una breve pausa per perdere il ritmo e dover ricostruire nuovamente le proprie certezze. Una difficoltà accentuata da un calendario che non concede margini di recupero e da una concorrenza sempre più competitiva.
Prima dello stop, il 2026 aveva regalato grandi soddisfazioni al talento italo-argentino, protagonista di una stagione sulla terra battuta di alto livello con risultati prestigiosi, compresa la semifinale agli Internazionali d'Italia, torneo che rappresenta uno dei suoi grandi sogni. Il ritorno in campo, però, gli ha ricordato quanto sia complesso mantenere continuità ai massimi livelli.
Dopo Wimbledon, Darderi ha vissuto anche momenti speciali lontano dalla competizione. Durante il periodo dei Mondiali di calcio ha raccontato la sua passione per il Napoli e il desiderio di ricevere una maglia personalizzata con il numero 10. Grazie al suo manager Luca Del Federico e alla collaborazione con Armani, il tennista è riuscito a ottenere la casacca azzurra tanto desiderata.
Un legame nato anche attraverso il tennis italiano: Darderi gioca infatti in Serie A con il Tennis Team Avino di San Giuseppe Vesuviano, con i campi di casa situati proprio nei pressi dello stadio Diego Armando Maradona. Un rapporto con Napoli che va oltre il semplice tifo e che lo lega alla cultura sportiva partenopea.
Sul campo, il tennista ha poi ricordato le emozioni vissute nei tornei sulla terra, dalla finale di Bastad persa contro Rublev alle grandi rimonte di Estoril, dove ha mostrato carattere e capacità di reagire nei momenti difficili. Ora il focus è rivolto alla stagione americana sul cemento, superficie sulla quale sente di essere cresciuto dopo il buon percorso agli Australian Open.
L'obiettivo resta ambizioso: entrare nella top ten mondiale. Darderi sa che il percorso è ancora lungo, ma la convinzione è quella di poter continuare a migliorare. Dopo aver superato lo stop e le difficoltà del rientro, il numero 22 ATP vuole riprendere la corsa con la stessa determinazione che lo ha portato ai vertici del tennis italiano.
af