Napoli, infortuni sì ma niente alibi: la Champions secondo The Athletic era un fallimento evitabile
"Alla vigilia della partita decisiva contro il Chelsea, Antonio Conte aveva detto che al peggio non c’era mai fine. Quando Juan Jesus ha provocato un altro rigore decisivo, la sensazione è tornata immediatamente: come avrebbe potuto reagire il Napoli?"
Antonio Conte, coach of S.S.C. Napoli, participates in the 12th day of the Serie A Championship between S.S.C. Napoli and Atalanta B.C. at the Diego Armando Maradona Stadium in Naples, Italy, on November 22, 2025. (Photo by Domenico Cippitelli/NurPhoto via Getty Images)
Il quotidiano americano analizza il percorso europeo degli azzurri: calendario favorevole, errori individuali e scelte di mercato discutibili
Napoli, infortuni sì ma niente alibi: la Champions secondo The Athletic era un fallimento evitabile
La Champions League del Napoli non supera l’esame di The Athletic. L’autorevole testata statunitense dedica un’analisi severa al cammino europeo degli azzurri, smontando l’idea che gli infortuni possano rappresentare l’unica e reale giustificazione per l’eliminazione. Secondo il quotidiano newyorkese, il problema è più profondo e coinvolge rendimento, atteggiamento e strategia di mercato.
L’episodio simbolo: il rigore che cambia tutto
La fotografia della Champions del Napoli, secondo The Athletic, è chiara: il rigore concesso da Juan Jesus contro il Chelsea, episodio che ha compromesso una gara già delicata, proprio come accaduto una settimana prima a Copenaghen. Un errore pesante, che ha avuto un impatto psicologico enorme su una squadra già fragile.
"Alla vigilia della partita decisiva contro il Chelsea, Antonio Conte aveva detto che al peggio non c’era mai fine. Quando Juan Jesus ha provocato un altro rigore decisivo, la sensazione è tornata immediatamente: come avrebbe potuto reagire il Napoli?"
Infortuni devastanti, ma non sufficienti a spiegare tutto
Il tema degli infortuni viene riconosciuto, ma ridimensionato. La rosa è stata falcidiata, al punto che The Athletic utilizza un’immagine ironica ma efficace:
"Gli infortuni hanno ridotto la squadra a ossa così magre che una nonna napoletana avrebbe fatto fatica a ricavarne anche solo un brodo".
Eppure, per il giornale americano, questo non basta a spiegare le prestazioni deludenti viste in diverse partite chiave.
Le prove negative: Eindhoven, Francoforte e Copenaghen
L’analisi entra nel dettaglio delle gare più emblematiche. A Eindhoven il Napoli era passato in vantaggio, ma l’autogol di Buongiorno ha restituito fiducia al PSV. Sul 3-1 il match era ancora aperto, prima dell’espulsione di Lucca che ha definitivamente indirizzato la partita verso un pesante 6-2 finale.
Da lì, secondo The Athletic, nasce un Napoli impaurito e troppo prudente:
"Contro l’Eintracht Francoforte, una squadra che aveva incassato cinque gol dal Liverpool e altri cinque dall’Atletico Madrid, il Napoli non è andato oltre uno 0-0 molle e senza mordente".
A completare il quadro, la prestazione deludente contro il Copenaghen, segnata ancora una volta da episodi evitabili.
Mercato sotto accusa: sostituzioni non all’altezza
Il quotidiano americano punta il dito anche sulle scelte di mercato. Gli arrivi di Lang e Lucca, in particolare, non hanno compensato le assenze di giocatori chiave come Khvicha Kvaratskhelia, Giacomo Raspadori e Giovanni Simeone.
"Un attacco già timido è diventato ancora più fragile. Espulsioni e rigori sciocchi hanno solo aggravato una situazione già compromessa".
Il Napoli mai visto davvero: né titolare né alternative convincenti
Secondo The Athletic, il vero Napoli di Conte non si è mai materializzato. Non si è vista la squadra immaginata in estate, con il 4-1-4-1 fluido e la qualità di De Bruyne, McTominay e Lobotka alle spalle di Lukaku. Ma nemmeno la cosiddetta “seconda squadra”, capace almeno di vincere la Supercoppa, ha garantito continuità e solidità in Europa.
Calendario favorevole e rimpianti inevitabili
Il punto più duro dell’analisi riguarda il contesto generale. Al netto di Manchester City e Chelsea, il girone del Napoli non era proibitivo: Benfica e Sporting non dominano in Portogallo, l’Eintracht è ottavo in Bundesliga e senza vittorie da settimane.
"Se si considerano squadre come Bodo-Glimt, Qarabag, Club Brugge o Olympiacos arrivate ai play-off, il Napoli non può che provare un profondo rimpianto".
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