ISTANBUL, TURKEY - DECEMBER 5: Victor Osimhen of Galatasaray celebrates victory with his daughter during the Trendyol Süper Lig match between Galatasaray SK and Samsunspor at Rams Park Stadium on December 5, 2025 in Istanbul, Turkey. (Photo by Ahmad Mora/Getty Images)
Se c'è un'immagine che fotografa perfettamente la crisi d'identità del nostro movimento calcistico, è il tabellone dei playoff di Champions League. Un bollettino di guerra, una caporetto sportiva che non ammette alibi. Tutte le squadre italiane impegnate nell'andata del turno a eliminazione diretta sono uscite sconfitte. Eppure, la vera notizia non è la disfatta dell'Italia calcistica, ma il parallelo – e paradossale – trionfo degli italiani d'esportazione. Il nostro sistema per club fallisce miseramente, mentre i nostri talenti, snobbati o fuggiti altrove, incantano l'Europa.
Champions League, crollano Inter, Juventus e Atalanta: l’unica vittoria è dei giovani emigrati
L'analisi delle debacle di Serie A è impietosa. Se la sconfitta dell'Atalanta per 2-0 in casa di una superpotenza affermata come il Borussia Dortmund può avere contorni fisiologici, ciò che è accaduto a Inter e Juventus sfiora il dramma sportivo. La Juventus è stata travolta con un pesantissimo 5-2 dal Galatasaray. L'Inter, invece, è caduta 3-1 nel gelo norvegese contro il Bodø/Glimt, dove solo le temperature proibitive possono fornire un misero – e inaccettabile – appiglio per giustificare il tracollo. Parliamo di due colossi del nostro campionato che, sulla carta, vantano rose di un livello nettamente superiore rispetto alle compagini affrontate. Invece, lentezza, supponenza e mancanza di idee hanno condannato le nostre "big" a figuracce internazionali.
Ma le storie più affascinanti, quelle che suonano come un vero e proprio atto d'accusa contro i club italiani (sempre a caccia dello straniero di grido), portano i nomi di ragazzi giovanissimi. In Belgio c'è la favola di Nicolò Tresoldi. L'attaccante italo-tedesco ha messo a referto il suo terzo gol stagionale in Champions League, firmando una rete pesante nel pirotecnico 3-3 tra il suo Club Brugge e l'Atlético Madrid. Un gol che si somma a quelli già rifilati a corazzate come Barcellona e Monaco. Attualmente nel giro della Germania Under 21, Tresoldi non ha chiuso le porte a mister Gattuso: un patrimonio che la nostra Nazionale deve assolutamente strappare alla concorrenza.
E poi c'è il capolavoro tattico ed emotivo firmato a Dortmund. L'Atalanta – che nelle ultime tre gare contro Juventus, Cremonese e Lazio aveva segnato la bellezza di 7 reti confermandosi una macchina da gol – si è schiantata contro un ragazzino di 18 anni. Luca Reggiani, all'esordio assoluto in Champions League, ha protetto magistralmente la porta di Kobel, giocando con una maturità impressionante e chiudendo con zero reti incassate, nei 90 minuti giocati. Nella stessa notte magica, sulla panchina del Borussia respirava l'aria della grande Europa un altro gioiello fuggito dal nostro sistema: Samuele Inacio. L'ex talento del Napoli, trequartista classe 2008 (un "diez" puro) e già a quota 11 gol e 2 assist in 15 presenze con l'Italia Under 17, è l'ennesima riprova di come le big europee puntino ciecamente sui nostri giovani, portandoli in prima squadra.
Andrea Alati
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