La notte più lunga ed entusiasmante dell'anno calcistico europeo si accende alla Puskás Aréna di Budapest, teatro dell'atto conclusivo della UEFA Champions League. I primi quarantacinque minuti della finalissima consegnano agli archivi il vantaggio parziale dell'Arsenal, capace di chiudere la frazione sullo 0-1 grazie a un guizzo d'autore in apertura. Sotto il cielo d'Ungheria, a fare la voce grossa è il pragmatismo geometrico della squadra di Mikel Arteta, abile a capitalizzare l'unica vera sbavatura difensiva della retroguardia del Paris Saint-Germain e a erigere una muraglia invalicabile a protezione del prezioso vantaggio.
PSG-Arsenal, la notte dei campioni: Kvaratskhelia sbatte sulla difesa di Arteta
Un primo tempo di altissima intensità tattica che mette a confronto la difesa meno perforata d'Europa e la travolgente qualità dei campioni in carica parigini, rimasti finora imbrigliati nella ragnatela dei Gunners. L'avvio del match è un manifesto dell'identità dell'Arsenal, che aggredisce altissimo i portatori di palla del PSG fin dai primi secondi di gioco. La strategia di Arteta produce i suoi frutti dopo appena sei minuti: su una verticalizzazione apparentemente innocua, Marquinhos va al rinvio impattando il corpo di Leandro Trossard. La sfera carambola sui piedi di Kai Havertz che si invola sul settore sinistro dell'area di rigore: arrivato a ridosso della linea di fondo, l'attaccante tedesco inventa una parabola imprendibile da posizione defilata, infilando il pallone sotto l'incrocio dei pali e siglando il gol dello 0-1 che fa esplodere il settore dei tifosi londinesi.
Sotto di un gol, la squadra guidata da Luis Henrique è costretta ad assumere il totale controllo del gioco, arrivando a toccare punte del 80% di possesso palla nel cuore della frazione. I parigini provano ad accendere le corsie esterne con le accelerazioni di Désiré Doué e Nuno Mendes, ma l'organizzazione difensiva dell'Arsenal si dimostra rasente alla perfezione. L'unico brivido per il portiere David Raya arriva al tredicesimo minuto, quando una carambola in area favorisce l'ex azzurro Khvicha Kvaratskhelia: l'attaccante georgiano arma il destro a botta sicura ma trova l'opposizione monumentale di Gabriel, che cancella il pericolo in scivolata.
Il copione non cambia nella seconda parte del tempo, spezzettato da una pausa rinfrescante (con i 24 gradi di Budapest) e dai lunghi soccorsi prestati al portiere del PSG Safonov, colpito duramente al capo in un'uscita coraggiosa su Trossard. Nel finale di frazione, l'Arsenal va persino vicina al raddoppio con una combinazione tra Martin Ødegaard e lo stesso Havertz, murato all'ultimo istante dalla retroguardia francese nei sei minuti di recupero concessi dal direttore di gara Siebert.
Andrea Alati
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