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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Champions League

Champions League, i conti del girone unico: il PSG incassa 145 milioni, al Napoli ne vanno 48

Il sipario sulla seconda edizione della rivoluzionaria UEFA Champions League si è chiuso alla Puskás Aréna di Budapest

Champions League, i conti del girone unico: il PSG incassa 145 milioni, al Napoli ne vanno 48
Il sipario sulla seconda edizione della rivoluzionaria UEFA Champions League si è chiuso alla Puskás Aréna di Budapest, incoronando per il secondo anno consecutivo il Paris Saint-Germain, uscito trionfante dalla drammatica lotteria dei calci di rigore contro l'Arsenal. Il verdetto del campo, tuttavia, è solo la punta dell'iceberg di un torneo che si è trasformato in una spaventosa macchina da soldi. Il nuovo format a girone unico con 36 partecipanti ha fatto saltare il banco della geopolitica economica del calcio continentale, generando ricavi record complessivi pari a circa 2,5 miliardi di euro. Una torta miliardaria che ha ridefinito i bilanci dei top club europei e che consegna alle italiane cifre vitali per il futuro.

Premi UEFA, la mappa dei ricavi: Inter e Atalanta al top in Italia, Napoli più staccato

In cima alla piramide dei fatturati legati ai premi UEFA si piazza, inevitabilmente, il Paris Saint-Germain. Secondo le stime finanziarie elaborate da Calcio e Finanza in sinergia con l'analista internazionale Swiss Ramble, il club di Nasser Al-Khelaïfi ha incassato la cifra astronomica di oltre 145 milioni di euro. Alle spalle dei campioni figurano l'Arsenal finalista e il Bayern Monaco, all'interno di un club d'élite (comprendente Atletico Madrid, Barcellona, Liverpool e Real Madrid) capace di sfondare agevolmente il tetto dei 100 milioni di introiti. Sul fronte italiano, l'assegno più ricco lo stacca l'Inter con circa 71 milioni di euro, tallonata dall'Atalanta dei miracoli a quota 70 milioni e dalla Juventus, che si assesta sui 64 milioni di euro di premi complessivi. Per gli azzurri il bilancio finale della campagna europea si chiude con una nota di comprensibile rammarico sul piano sportivo, ma con un paracadute economico comunque di assoluto rilievo. L'avventura degli azzurri si è bruscamente interrotta nella Fase Campionato: un cammino tortuoso e avaro di gioie in cui la squadra ha racimolato appena 8 punti nel girone unico. Questo stop precoce ha impedito di accedere ai ricchi bonus previsti per i passaggi dei turni a eliminazione diretta, bloccando l'incasso definitivo del Napoli a 48,6 milioni di euro. Una cifra che, seppur distante dalle vette delle rivali italiane, rappresenta una boccata d'ossigeno fondamentale per le strategie aziendali della scuderia partenopea. Il tesoretto da oltre 48 milioni di euro arrivato da Nyon non è un dato puramente contabile, ma costituisce il pilastro su cui il direttore sportivo Giovanni Manna e il presidente Aurelio De Laurentiis edificheranno la campagna acquisti estiva. I premi UEFA, strutturati sulla combinazione tra il bonus di partecipazione iniziale, i risultati del girone e la quota del nuovo "value pillar" (che fonde diritti televisivi e ranking storico decennale), garantiscono al Napoli la liquidità necessaria per operare sul mercato senza l'acqua alla gola. Andrea Alati
Andrea Alati · Redattore