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giovedì 30 luglio 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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Champions League

Champions League 2026/27, quanto guadagneranno le italiane: Inter davanti a tutte, Napoli tra i club più ricchi del torneo

Inter, Roma, Napoli e Como saranno le quattro rappresentanti della Serie A nell’edizione 2026/27 del torneo UEFA, quella che culminerà con la finale di Madrid del 5 giugno.

Champions League 2026/27, quanto guadagneranno le italiane: Inter davanti a tutte, Napoli tra i club più ricchi del torneo
La nuova Champions League continua ad alzare il proprio valore economico e, con le qualificazioni ormai definite, anche i club italiani possono iniziare a fare i primi calcoli sui ricavi garantiti dalla competizione.

Champions League 2026/27, quanto guadagneranno le italiane: Inter davanti a tutte, Napoli tra i club più ricchi del torneo

Inter, Roma, Napoli e Como saranno le quattro rappresentanti della Serie A nell’edizione 2026/27 del torneo UEFA, quella che culminerà con la finale di Madrid del 5 giugno. Il format a 36 squadre, introdotto nelle ultime stagioni, ha modificato profondamente la struttura della competizione: più partite, classifica unica, maggiore esposizione internazionale e soprattutto un aumento consistente della distribuzione economica destinata ai club partecipanti. La UEFA, infatti, ha ampliato il monte premi complessivo fino a 2,47 miliardi di euro, incrementando il valore della partecipazione già dalla fase iniziale. Per le società qualificate, la Champions non rappresenta più soltanto una sfida sportiva: è un asset finanziario centrale nella costruzione dei bilanci. Quanto vale la partecipazione alla Champions League 2026/27 Ogni squadra ammessa alla fase principale partirà da una base economica garantita di 18,62 milioni di euro. Una quota fissa che sarà corrisposta indipendentemente dai risultati ottenuti sul campo e suddivisa tra un pagamento iniziale e un saldo successivo. A questa cifra si aggiungono poi i bonus legati alle prestazioni. Ogni vittoria nella prima fase porterà in dote 2,1 milioni di euro, mentre il pareggio garantirà 700 mila euro. Esiste inoltre una componente collegata al piazzamento nella classifica finale del girone unico: anche l’ultima classificata riceverà una quota economica minima prevista dal sistema di distribuzione UEFA. Ma il vero elemento che incide sulle differenze tra i club è il cosiddetto “value pillar”, il nuovo meccanismo che incorpora valore televisivo, ranking UEFA recente e rendimento storico europeo. Inter al comando, Napoli davanti al Como: le stime dei ricavi minimi Secondo le valutazioni economiche elaborate sulle quote UEFA minime, l’Inter si presenta come il club italiano con il potenziale introito più elevato già alla partenza. Il peso del percorso europeo costruito negli ultimi anni continua a incidere in modo decisivo nella distribuzione delle risorse. Subito dietro si colloca la Roma, premiata dalla continuità nelle competizioni continentali e dal posizionamento accumulato nel ranking UEFA. Il Napoli occupa il terzo posto tra le italiane, con una proiezione economica iniziale significativa che conferma il consolidamento internazionale del club azzurro. Più indietro il Como, alla sua storica partecipazione, ma comunque destinatario di una base economica di assoluto rilievo. Queste le stime minime relative ai ricavi iniziali derivanti dalla sola partecipazione europea: Inter: oltre 50 milioni di euro complessivi stimati Roma: circa 49 milioni di euro Napoli: poco meno di 44 milioni di euro Como: attorno ai 37 milioni di euro Si tratta di cifre prudenziali, costruite ipotizzando lo scenario meno favorevole dal punto di vista sportivo. In altre parole, i ricavi indicati rappresentano una soglia minima teorica, destinata a crescere con risultati positivi, avanzamento nel torneo e ulteriori bonus UEFA. Napoli, la Champions resta un motore economico decisivo Per il Napoli, il ritorno nella massima competizione europea non significa soltanto prestigio tecnico o visibilità internazionale. L’impatto economico della Champions League continua a rappresentare uno snodo fondamentale nella programmazione societaria. Ai premi UEFA, infatti, vanno sommati gli incassi indiretti: botteghino, sponsor, attivazioni commerciali, diritti accessori e l’effetto trainante generato dalle quattro gare casalinghe della fase iniziale. A seconda della capacità dello stadio e della risposta del pubblico, il solo fattore “matchday” può aggiungere introiti multimilionari. In un calcio sempre più condizionato dalla sostenibilità finanziaria, la Champions League non è soltanto un obiettivo sportivo: è una leva economica strategica. E per le italiane, dal Napoli all’Inter, il torneo 2026/27 vale già decine di milioni prima ancora del primo fischio d’inizio.
Andrea Fiorentino · Redattore