Le ferree direttive imposte da Aurelio De Laurentiis hanno tracciato un perimetro strettissimo attorno al quartier generale azzurro: la priorità assoluta e insindacabile di questa rovente sessione estiva è sfoltire. C'è un'intera rosa extra-large che necessita di una drastica e tempestiva cura dimagrante, con almeno venticinque esuberi da piazzare sul mercato prima di poter anche solo accennare alla firma di un assegno in entrata. Un diktat presidenziale che Massimiliano Allegri, armato del suo inossidabile pragmatismo, ha metabolizzato senza battere ciglio, pur non rinunciando a stilare la sua personalissima e urgente lista della spesa. Il tecnico livornese, come rivelato dall'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, ha infatti già cerchiato in rosso due caselle nevralgiche del suo futuro scacchiere tattico: un nuovo estremo difensore di spessore assoluto e un terzino affidabile per far rifiatare il maratoneta Giovanni Di Lorenzo.
L'imperativo delle 25 cessioni blocca Manna: il Napoli aspetta a muoversi per Vicario e l'out destro
Il nome che troneggia in cima ai desideri per blindare i pali è ormai un segreto di Pulcinella: Guglielmo Vicario. L'attuale numero uno azzurro, affermatosi in Premier League con il Tottenham, incarna l'identikit perfetto per regalare leadership ed esplosività al reparto arretrato partenopeo. Allegri ne farebbe volentieri il perno della sua retroguardia, ma la via che porta all'ex guardiano dell'Empoli è un intricato rebus finanziario. La consapevolezza, tra i corridoi di Castel Volturno, è che l'assalto decisivo a Vicario dovrà restare in ghiacciaia, in attesa che si consumi un sacrificio necessario. L'agnello designato sull'altare del bilancio è Vanja Milinković-Savić. Qualora il direttore sportivo Giovanni Manna riuscisse a monetizzare l'addio del gigante serbo, gli scenari si ribalterebbero all'istante: De Laurentiis sarebbe infatti pronto a scendere in campo in prima persona per finanziare il colpo e regalare ad Allegri il suo titolare designato.
Le geometrie del mercato campano cambiano invece radicalmente se si sposta il mirino sulla corsia di destra. Se per la porta l'attesa è frenetica e legata a un singolo incastro, per l'out difensivo la dirigenza ha deciso di tirare nettamente il freno a mano. Nessuna ansia, nessuna corsa contro il tempo per tappare il buco alle spalle di capitan Di Lorenzo. Il sodalizio campano vuole ponderare ogni singola mossa, passando al setaccio le reali opportunità senza cedere a sconsiderate accelerazioni. Un approccio freddo e attendista che, di fatto, ha già mietuto la prima vittima di questa sessione: l'operazione Anan Khalaili è ufficialmente saltata. Il corteggiamento all'esterno, che sembrava poter rappresentare una valida alternativa tattica, si è concluso con una definitiva fumata nera. Un affare sfumato che costringe il Napoli a depennare l'opzione dal taccuino e a riavvolgere il nastro, dirottando i radar verso altri lidi.
Andrea Alati
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