Il Napoli batte 2-1 la Fiorentina e torna al successo dopo le due sconfitte consecutive che hanno compromesso (quasi) due obiettivi (la Champions di sicuro) al gruppo Conte . A sbloccare l'incontro Vergara, al primo gol in Serie A. Per Vanoli è la seconda partita senza punti dopo la sconfitta casalinga con il Cagliari della scorsa settimana.
Vergara ci ha preso gusto. Il gol del gioiello azzurro e il primo di Gutierrez regolano la Viola. Ansia Di Lorenzo
Il Napoli c’è, soffre, ma riparte. E lo fa aggrappandosi al talento di Antonio Vergara, simbolo di una serata che va oltre il semplice 2-1 sulla Fiorentina. Al Maradona gli azzurri ritrovano i tre punti dopo le sconfitte con Juventus e Chelsea, riscoprendo identità, intensità e soprattutto nuove certezze in un momento di profonda emergenza.
La vittoria contro i viola rappresenta molto più di un risultato utile alla classifica: è una risposta emotiva e tecnica a settimane complicate, segnate da assenze pesanti, eliminazioni dolorose e da un calendario che non concede tregua. In questo scenario prende forma una nuova narrazione, quella di un Napoli che, pur ferito, non smette di cercare soluzioni.
Se il Napoli ritrova ossigeno, buona parte del merito è di Antonio Vergara. Il centrocampista vive davvero una settimana da sogno: due gol in quattro giorni nello stadio di casa. Contro la Fiorentina firma l’1-0 con un inserimento perfetto e una conclusione fredda, dimostrando personalità, tempi di gioco e una maturità che va oltre l’età. Non è ancora il momento delle etichette, ma il segnale è forte. Conte, complice l’emergenza sugli esterni e una rosa ridotta all’osso, scopre di avere un’arma in più. Un giocatore capace di accendere la manovra, attaccare la profondità e assumersi responsabilità in una squadra che aveva bisogno urgente di nuove idee.
Il Napoli parte con convinzione, costruisce gioco e vince molti duelli individuali. La Fiorentina appare fragile, pericolosa solo a sprazzi sulle palle inattive. Meret è decisivo in due occasioni ravvicinate, prima deviando sul palo la testa di Piccoli, poi superandosi su Gudmundsson con un intervento di grande livello.
La serata, però, si oscura presto per l’infortunio di Di Lorenzo. Il capitano esce in barella dopo un movimento innaturale del ginocchio, lasciando Conte in evidente apprensione. Un’assenza che pesa, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche emotivo, in una squadra già falcidiata.
Nella ripresa arriva il raddoppio: Gutierrez inventa un tiro a giro di rara bellezza che vale il 2-0. Sembra il colpo del ko, ma il calcio raramente concede finali semplici. La Fiorentina reagisce, accorcia con Solomon e riapre la partita, costringendo il Napoli a una mezz’ora di gestione, sacrificio e sofferenza.
Gli azzurri sfiorano il 3-1 con Hojlund, che lotta come un centravanti di razza ma spreca un’occasione importante. Nel finale la pressione viola è più emotiva che reale, e il Napoli riesce a blindare il risultato.
Il successo contro la Fiorentina arriva in un momento cruciale. Il Napoli resta agganciato al terzo posto, in coabitazione con la Roma, ma soprattutto interrompe una spirale che rischiava di minare certezze e morale. Le assenze continuano a essere un tema centrale: Lobotka e McTominay trascinano la squadra da mesi, Hojlund fa reparto da solo, mentre il ritorno di Lukaku rappresenta più una prospettiva futura che una soluzione immediata.
In questo contesto, l’esplosione di Vergara assume un valore strategico. Senza Neres, Politano e Lang, Conte si ritrova a puntare su una terza linea giovane e imprevedibile, capace di portare energia e soluzioni non codificate. Una scelta obbligata, ma che potrebbe trasformarsi in opportunità. Per i viola la sconfitta pesa. La squadra di Vanoli resta invischiata nella lotta salvezza e mostra limiti strutturali, soprattutto nella gestione dei momenti chiave. L’ingresso di Kean e Parisi dà vivacità, ma non basta per ribaltare l’inerzia di una gara che il Napoli ha saputo controllare nei momenti decisivi. Oltre alla Coppa Italia, c’è una lunga fase di campionato in cui serviranno sacrificio, attenzione e nuove leadership. Conte lo sa, e lo dice senza proclami ma con i fatti: il Napoli non molla.
NAPOLI (3-4-3): Meret 7; Di Lorenzo 6 (30' Olivera 6.5), Juan Jesus 6.5, Buongiorno 6; Gutierrez 6.5, Lobotka 6, McTominay 6.5, Spinazzola 6; Vergara 6.5 (84' Giovane NG), Hojlund 6.5 (90' Lukaku NG), Elmas 6. Allenatore: Antonio Conte
FIORENTINA (4-3-3): de Gea 6; Dodo 6.5, Comuzzo 6.5, Pongracic 6, Gosens 5.5 (70' Ranieri 5.5); Fabbian 5.5, Fagioli 6, Brescianini 5 (70' Kean 6); Solomon 6.5 (70' Parisi 6), Piccoli 6.5, Gudmundsson 6 (79' Fazzini NG). Allenatore: Paolo Vanoli 6
MARCATORI: 11' Vergara (N), 49' Gutierrez (N), 57' Solomon (F).
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