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lunedì 3 agosto 2026 Calcio · Napoli · Serie A
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VAR a chiamata in Serie C: il modello Gallazzi che può cambiare il calcio italiano

In Serie C, per ora, il sistema si basa su una sola telecamera, con la possibilità futura di ampliare i punti di vista. Non è una struttura mastodontica, ma un modello calibrato sulle risorse della categoria. E proprio questa proporzione ne rappresenta uno dei punti di forza.

Arbitri

Il dibattito sul VAR a chiamata in Serie A non è più una semplice suggestione da bar sport. È un tema concreto, destinato a entrare nell’agenda di arbitri, dirigenti e club nelle prossime settimane.

VAR a chiamata in Serie C: il modello Gallazzi che può cambiare il calcio italiano

LEGGI ANCHE: VAR a chiamata in Serie C: cos’è il “Football Video Support” e come funziona davvero

Mentre il massimo campionato riflette, la sperimentazione è già realtà in Serie C, dove dall’inizio della stagione è attivo l’FVS, Football Video Support.

A raccontarne logica e risultati è Giulio Gallazzi, presidente dell’Alcione Milano e consigliere federale di Serie C, intervistato dalla redazione di SportMediaset. Le sue parole tracciano una linea chiara: meno conflitto, più responsabilità, maggiore serenità in campo.

Come funziona l’FVS: tecnologia al servizio dell’arbitro

L’FVS nasce come progetto pilota sviluppato sotto l’egida di Pierluigi Collina, figura di riferimento della classe arbitrale internazionale. L’obiettivo è stato ambizioso ma pragmatico: costruire un sistema tecnologico più sostenibile rispetto al VAR tradizionale, capace di garantire supporto decisionale senza snaturare la centralità dell’arbitro.

A differenza del VAR utilizzato in Serie A e Serie B, che opera attraverso un centro operativo esterno – come quello di Lissone – l’FVS lavora direttamente a bordo campo. È una tecnologia che non si sostituisce al direttore di gara, ma lo assiste in modo diretto, lasciando a lui l’ultima parola.

"L’FVS mantiene la decisione in capo all’arbitro", spiega Gallazzi. Una differenza sostanziale rispetto al protocollo VAR, dove la valutazione nasce altrove e viene poi trasmessa al campo.

In Serie C, per ora, il sistema si basa su una sola telecamera, con la possibilità futura di ampliare i punti di vista. Non è una struttura mastodontica, ma un modello calibrato sulle risorse della categoria. E proprio questa proporzione ne rappresenta uno dei punti di forza.

Due chiamate a tutela: responsabilità e strategia

Il cuore innovativo del Football Video Support è il meccanismo delle "chiamate" a disposizione delle squadre. Ogni team può richiedere due revisioni consegnando un cartellino all’arbitro.

Se la richiesta si rivela fondata, il cartellino viene restituito e la possibilità di chiamata resta intatta. Se invece la decisione arbitrale viene confermata, la chiamata viene scalata.

Non è uno strumento da usare per pressione psicologica. È, piuttosto, una forma di autotutela regolamentata. "La squadra lo utilizza quando è ragionevolmente certa", sottolinea Gallazzi. Il risultato è un approccio più responsabile, meno impulsivo.

La presenza di questa opzione modifica anche il comportamento dei giocatori: simulazioni e proteste si riducono, perché ogni episodio potenzialmente decisivo può essere immediatamente verificato.

I benefici concreti: meno proteste, più gioco effettivo

Uno dei timori iniziali era l’allungamento dei tempi di gara. È accaduto l’opposto. Secondo quanto riferito dal presidente dell’Alcione Milano, l’FVS ha contribuito ad aumentare il tempo effettivo di gioco.

Il motivo è semplice: meno contestazioni, meno interruzioni legate a proteste, meno tensioni prolungate. I tempi tecnici delle revisioni sono definiti e contenuti, mentre il clima generale risulta più disteso.

La riduzione dell’animosità si traduce anche in meno ammonizioni ed espulsioni. Sapere che un episodio può essere rivisto induce i calciatori a un atteggiamento più misurato. La conflittualità tra squadra e arbitro, ma anche tra squadra e squadra, tende a diminuire.

Il focus torna sulla partita. Sulla competizione sportiva. Non sulla polemica.

Tempo effettivo e regole del gioco: cosa cambia davvero

Il tema del tempo effettivo, spesso evocato nel dibattito moderno, resta delicato. Modificare la durata ufficiale di una gara significherebbe intervenire sulle regole fondamentali del calcio.

Gallazzi è chiaro: non si tratta di cambiare il regolamento, ma di migliorarne l’efficienza applicativa. L’FVS, in questo senso, rappresenta una soluzione funzionale. Aumenta il tempo effettivo senza toccare l’impianto normativo.

Non una rivoluzione formale, ma un’evoluzione gestionale.

Un modello esportabile in Serie A?

La domanda finale è inevitabile: l’FVS può diventare un riferimento anche per la Serie A?

Gallazzi non ha dubbi. "Assolutamente sì". Il dirigente elogia il lavoro di Daniele Orsato, che ha contribuito all’introduzione del progetto in Serie C, definendolo un passo significativo verso un sistema più efficiente e meno oneroso rispetto all’attuale protocollo VAR di matrice UEFA.

Il nodo resta politico e regolamentare, perché il VAR è disciplinato da protocolli internazionali. Tuttavia, la Serie C italiana è oggi l’unica ad aver avviato questa sperimentazione strutturata. Un laboratorio che potrebbe offrire spunti preziosi all’intero sistema calcio.

Il punto centrale non è la tecnologia in sé. È l’equilibrio tra autorità arbitrale e tutela delle squadre. È la ricerca di un calcio più fluido, meno litigioso, più concentrato sul gioco.

Andrea Fiorentino · Redattore