Un tempo a testa, uno 0-0 che non accontenta nessuno
Meglio i lariani nel primo tempo, da registrare un salvataggio sulla linea di Rrahmani su Douvikas e, di Vanja Milinkovic-Savic su Diao. Si fannno preferire gli ospiti nella ripresa: il portiere serbo si ripete al 64' su Baturina. Poi, il Napoli sfiora il gol con McTominay e con un clamoroso palo…
Un tempo a testa. Meglio il Como nel primo tempo, Napoli complessivamente superiore nella ripresa. Ma di gol nemmeno l'ombra. Conte resta momentaneamente a +8 sul quinto posto, ma lunedì la Roma può portarsi a -6 e scavalcare pure la formazione di Fabregas, che non è ancora sicura dell'Europa.
Un tempo a testa, uno 0-0 che non accontenta nessuno
C’è un filo che lega il passato recente del Napoli a questa trasferta sul lago. Un filo sottile, fatto di ricordi scomodi e di reazioni necessarie. Dodici mesi fa, proprio qui, gli azzurri avevano intravisto la crepa nel sogno tricolore: una sconfitta inattesa, figlia di disattenzioni difensive quasi irreali, aveva incrinato certezze che sembravano granitiche. La squadra di Antonio Conte, allora, aveva dovuto fare i conti con qualcosa di più profondo di un semplice passo falso: la perdita, anche momentanea, di quella solidità mentale che ne aveva accompagnato il cammino.
Eppure, da quella caduta era nata una risposta. Il Napoli aveva ritrovato equilibrio, tornando a essere squadra difficile da battere, capace di restare in piedi anche quando il gioco non fluiva. È esattamente su questa linea che si inserisce il pareggio di oggi contro il Como: uno 0-0 che racconta meno di quanto sembri, ma che pesa più di quanto dica il risultato.
Un pareggio che vale una direzione
La classifica, in questa fase della stagione, non è un dettaglio. Il Napoli arriva a Como con un margine rassicurante sulla zona fuori Champions e con il secondo posto ormai nel mirino. Dall’altra parte, invece, c’è un Como affamato, obbligato a cercare punti per restare agganciato al treno europeo.
E la partita riflette perfettamente queste esigenze. I lombardi fanno il gioco, provano a imporre ritmo e iniziativa. Il Napoli, invece, sceglie un’altra strada: gestione, compattezza, attesa. Non è rinuncia, ma strategia.
“Se non possiamo vincere, non dobbiamo perdere”, è la sintesi attribuita a Conte nel post-partita. Una frase che diventa chiave di lettura dell’intera gara.
Fabregas contro Conte, oltre gli stereotipi
La sfida tra Cesc Fabregas e Antonio Conte è stata raccontata come un confronto tra filosofie opposte: da una parte il gioco propositivo, dall’altra il pragmatismo difensivo. In realtà, il campo ha restituito un’immagine più sfumata.
Il Como ha sì cercato l’iniziativa, ma senza mai perdere equilibrio. Il Napoli, dal canto suo, non è più la squadra esclusivamente reattiva di qualche anno fa: il possesso è cresciuto, i centrocampisti si inseriscono con più continuità, la manovra è meno verticale e più ragionata.
Due idee che si sono incontrate a metà strada, dando vita a una partita intensa ma bloccata.
Occasioni, errori e sliding doors
Il racconto del match passa inevitabilmente dalle occasioni mancate. Il Como, soprattutto nella prima parte, ha avuto le chance migliori. Douvikas si presenta davanti alla porta, supera anche il portiere ma perde l’attimo: sulla linea interviene Rrahmani, salvando un gol già fatto. Poco dopo è Diao a provarci, trovando però la risposta dell’estremo difensore.
Sono episodi che cambiano l’inerzia di una gara.
Il Napoli, invece, cresce alla distanza. Dopo ottanta minuti di gestione e copertura, arrivano le prime vere occasioni: McTominay sfiora il vantaggio, poi Politano colpisce un palo con un sinistro a giro che avrebbe potuto cambiare tutto.
È il segnale di una squadra che, pur senza brillare, resta viva fino all’ultimo.
Il nodo De Bruyne e un mercato da rivedere
Tra le note più discusse della stagione c’è senza dubbio il rendimento di Kevin De Bruyne. Anche a Como, la sua prestazione è apparsa opaca, lontana dalle aspettative che avevano accompagnato il suo arrivo.
Il problema, però, sembra più ampio. Il mercato estivo del Napoli non ha inciso come previsto, lasciando interrogativi aperti anche sul futuro della dirigenza e sulle prossime strategie.
Il campo, ancora una volta, offre indicazioni chiare: servirà una rifondazione mirata, capace di restituire qualità e continuità a una rosa che ha vissuto troppi alti e bassi.
Un punto “all’italiana” che avvicina la Champions
Alla fine, resta il risultato. Uno 0-0 che, nella narrativa spettacolare del calcio moderno, potrebbe sembrare anonimo. Ma che in realtà racconta una scelta precisa, quasi “all’italiana”: portare a casa ciò che serve, senza esporsi oltre il necessario.
Il Napoli non ha dominato, non ha incantato, ma ha fatto quello che doveva. E a tre giornate dalla fine, questo basta per avvicinare concretamente l’obiettivo Champions.
Ora l’orizzonte si sposta oltre. Prima la certezza matematica, poi il confronto tra Conte e De Laurentiis per definire il futuro.
Como resta un campo complicato, quasi un tabù. Ma questa volta, più che un ostacolo, è stato un passaggio. Uno di quelli che non fanno rumore, ma costruiscono le stagioni.
COMO-NAPOLI 0-0
Como (4-2-3-1): Butez 6; Smolcic 6, Diego Carlos 6, Ramon 6.5, Valle 6 (81' Alberto Moreno NG); Perrone 6.5, Da Cunha 6 (86' Sergi Roberto NG); Diao 5.5 (86' Vojvoda NG), Nico Paz 6.5, Baturina 5.5 (81' Jesus Rodriguez NG); Douvikas 6 (81' Morata NG). All.: Fabregas 6.
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