Il fischio d'inizio del prossimo turno di Serie A, come evidenzia la Repubblica, assomiglierà più a una seduta di psicanalisi collettiva che a una semplice ripresa delle ostilità. Il nostro derelitto movimento calcistico, aggrappato alle sole Bologna e Fiorentina per salvare l'onore in Europa, si rituffa nelle dinamiche interne con la disperata necessità di dimenticare il disastro di Zenica. Il contraccolpo psicologico della terza esclusione mondiale consecutiva pende come una spada di Damocle sulla testa dei nazionali rientrati alla base, in un weekend reso ancora più surreale dalle ombre sul futuro della panchina azzurra, con Max Allegri e Antonio Conte tra i candidati più caldi per il "dopo Gattuso".
Serie A, si riparte: Inter-Roma e il dentro o fuori di Napoli-Milan. Lukaku non rientra, è rottura con Conte
Tra le squadre di vertice, l'Inter rappresenta il paradosso perfetto: dominatrice della classifica con sei lunghezze di vantaggio, ma sprofondata in una mini-crisi tecnica ed emotiva. La fuga nerazzurra si è bruscamente interrotta prima della sosta: il ko nel derby contro il Milan e i due pareggi con Atalanta e Fiorentina hanno prosciugato l'entusiasmo, rimettendo in corsa le inseguitrici. La vera incognita per la capolista, tuttavia, risiede nello stato d'animo dei suoi reduci azzurri. La trasferta in Bosnia ha lasciato scorie pesantissime: la tenuta mentale di Bastoni (protagonista in negativo con un'espulsione ingenua) e della coppia Barella-Esposito (con quest'ultimo marchiato a fuoco dall'errore fatale dal dischetto) sarà l'ago della bilancia. Per scacciare i fantasmi nella delicatissima sfida contro la Roma, i nerazzurri si aggrappano al ritorno in gruppo del loro condottiero: Lautaro Martínez è pronto a riprendersi l'attacco in tandem con Thuram, mentre resta il punto interrogativo sulle condizioni di Mkhitaryan.
Come nella celebre massima di Highlander, ne resterà soltanto uno. Lo scontro diretto del Maradona tra Napoli e Milan è un vero e proprio spareggio Scudetto: un pareggio fornirebbe il più comodo dei paracadute all'Inter, mentre una vittoria di una delle due fazioni escluderebbe l'altra in via definitiva dalla corsa tricolore. Eppure, l'avvicinamento al big match è stato deflagrante. Il Napoli arriva alla sfida scosso nelle fondamenta dall'ammutinamento di Romelu Lukaku, che ha scelto di non rientrare dal Belgio sancendo di fatto la rottura totale con Antonio Conte e con l'ambiente azzurro. A compensare il terremoto offensivo e la delusione di Hojlund con la Danimarca, ci pensano i recuperi d'oro a centrocampo: i rientri di Anguissa, Lobotka, McTominay e De Bruyne ridanno linfa al progetto tattico, pur dovendo fare i conti con le pesanti assenze di Rrahmani, Neres, Vergara e Di Lorenzo.
Sull'altra sponda, il Milan di Allegri recupera muscoli e centimetri con Loftus-Cheek, ma perde Gabbia e vive ore di totale incertezza attorno alla sua stella. Rafa Leao è rientrato dal Portogallo dopo un consulto medico per cercare di domare una fastidiosa pubalgia: la sua presenza al Maradona resta un rebus che rischia di spostare gli equilibri dell'intera stagione.
Dietro il terzetto di testa, la lotta per la Champions League regala intrecci suggestivi. Il turno si presenta favorevole per la Juventus, che ospita a Torino il Genoa di un Daniele De Rossi chiamato all'impresa, magari per fare un favore indiretto alla sua Roma. I bianconeri dovranno gestire le scorie dei nazionali azzurri (Cambiaso, Gatti e Locatelli), ma la sosta ha restituito a pieni giri l'arsenale pesante: Vlahovic, Yildiz, David e Bremer sono stati tirati a lucido.
L'attenzione si sposta poi su Udine, dove sbarca la favola del Como. I lariani, plasmati da Cesc Fabregas, viaggiano sulle ali dell'entusiasmo dopo una striscia clamorosa di cinque vittorie consecutive. Contro un'Udinese ormai svuotata da obiettivi, il Como si presenterà quasi al gran completo (out solo Addai e il dubbio Ramon) per continuare a sognare l'Europa. Completano il quadro la Roma di Gasperini, costretta ad affrontare l'Inter senza Koné, Dybala e con la grave perdita di Wesley (lesione muscolo-tendinea, fuori un mese), e l'Atalanta: la Dea, attesa a Lecce con Scamacca e Hien in forte dubbio, vede ormai il quarto posto lontano sette incolmabili punti.
Andrea Alati
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